Fondazione Gimbe: “Molte regioni rischiano la zona arancione, valutare cambio parametri”

Il presidente Nino Cartabellotta avverte che l'Rt rischia di salire ancora e con le attuali disposizioni in molte regioni tornerebbero le restrizioni
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus. A proposito dell’andamento della pandemia, Cartabellotta ha spiegato che “oggi siamo in piena fase discendente della terza ondata, sicuramente per questa settimana avremo questa continuazione della fase discendente. Dall’altro lato, l’Iss ha segnalato un lieve incremento dell’indice Rt. Le Regioni dicono che bisogna modificare i parametri per il sistema a colori, se ci devono essere delle modifiche devono essere fatte in tempi rapidi, altrimenti – ha avvertito il presidente della Fondazione Gimbe – molte regioni finiranno in zona arancione. Se il governo dice che le riaperture sono irreversibili a questo deve corrispondere un cambiamento di questi parametri. A partire dalla prossima settimana l’indice rischia di aumentare ancora visto che vedremo gli effetti delle prime riaperture. Con il completamento della vaccinazione delle persone più anziane, dovremmo avere una maggiore tranquillità nelle riaperture”.

“SOSPENSIONE BREVETTI NON RISOLVE IL PROBLEMA VACCINI”

Cartabellotta ha anche detto la sua sulla proposta del presidente degli Stati Uniti Joe Biden di sospendere i brevetti dei vaccini: “La questione va affrontata sterilizzandola da ogni propaganda politica. Liberalizzando i vaccini la produzione aumenta? La risposta è no – ha sottolineato Cartabellotta -, la produzione purtroppo non dipende solo dalla disponibilità del brevetto. Moderna ha detto che da ottobre rinuncia alla proprietà intellettuale, ma nessuno si è messo a produrre quel vaccini. Ci sono dei problemi che stanno in mezzo. La liberalizzazione del brevetto non significa cessione del know-how, delle procedure, delle attrezzature. Noi sul web troviamo tante ricette di chef stellati, ma difficilmente riusciamo a fare dei piatti identici a quelli. La cosa che sfugge è che non è che i vaccini si possono fare simili, devono essere uguali, devono avere gli stessi standard di qualità e sicurezza. La soluzione ideale oggi è che le case farmaceutiche facciano accordi con altre industrie, mandando il personale per insegnare gli step di produzione e fare la produzione in conto terzi. Nel breve periodo questa è la soluzione”.

LEGGI ANCHE: Vaccino, Garattini: “Per stop brevetti non serve Wto. La legge è pronta, basta volerlo”

“STOP CONTRATTO ASTRAZENECA RISCHIA DI GENERARE ULTERIORE RITROSIA”

Infine, il presidente della Fondazione Gimbe ha fatto un bilancio sull’andamento della somministrazione del vaccino AstraZeneca in Italia. “Alcune Regioni ne hanno somministrate molto meno rispetto ad altre – ha dichiarato Cartabellotta -, in Sicilia ad esempio siamo al 51%. Adesso il fatto che non sarà rinnovato il contratto dall’Ue potrebbe comportare ulteriore ritrosia da parte delle persone a fare questo vaccino“.

LEGGI ANCHE: Vaccino, l’Unione europea non rinnova il contratto con AstraZeneca

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»