La lettera di una mamma coraggio: “Sono colei che lotterà fino all’ultimo respiro”

Cristiana Rossi scrive a tutte le madri, affinche' "non dimentichino questo loro ruolo, il rapporto indissolubile che le lega ai loro figli"
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ROMA – “Oggi e’ la festa della mamma. Una festa che per me e’ sempre stata molto significativa e dolorosa allo stesso tempo, prima da figlia e poi da madre. Desidero rivolgere il mio pensiero a tutte le mamme, con un’attenzione particolare a quelle che lottano, in vario modo, per i loro figli. A chi li vede soffrire, a chi, come e’ accaduto a me, vive con il terrore di perderli da un momento all’altro senza una valida ragione o per le motivazioni piu’ disparate”. Inizia con queste parole la lettera di Cristiana Rossi, mamma coraggio la cui storia e’ stata trattata da DireDonne, per questa speciale ricorrenza, “intima” come lei stessa la definisce, da non scollegare pero’ ai tentativi di colpire le madri, di espropriarle del loro ruolo. 

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Da qui il desiderio di scrivere a tutte le madri, affinche’ “non dimentichino questo loro ruolo, il rapporto indissolubile che le lega ai loro figli”. Cristiana nella lettera ha raccontato anche di se’, come figlia: “Sono trascorsi ben quarantacinque anni da quando mia madre e’ ‘volata in cielo’ – cosi’ si diceva ai bambini – lei pero’, non se ne e’ mai andata veramente. Una mamma custodisce per sempre la chiave del cuore dei propri figli, e la porta sempre con se’, oltre la vita, per aprirlo ed entrarvi nei momenti piu’ difficili. Proteggerlo ed illuminarlo nei momenti piu’ bui. Sono cresciuta in un momento in cui l’intera societa’, ogni singola persona intorno a me, sembrava inneggiare le glorie di tutte le donne che giorno per giorno accudivano e sacrificavano quotidianamente il loro essere donna nel crescere i propri figli. La mamma: un’immagine oserei dire ‘intoccabile’ che pur non vedendone la concretezza nella sua quotidianita’, la sentivo cosi’ ben saldamente radicata nel mio cuore e nella mia anima tanto da avvertire nello stesso momento la sua presenza e la sua assenza. E’ un legame naturale cosi’ forte che nessuno puo’ dissolvere, neanche la morte. Crescendo, quando sono diventata madre. Ho ricevuto in dono- scrive Cristiana- l’unica chiave per arrivare al cuore di ma figlia come soltanto una madre sa, e puo’ fare. Eh si’, nessuna donna puo’ sostituire una mamma, ne’ una nonna ne’ una sorella ne’ tantomeno un’altra donna”.

Cristiana Rossi, da figlia, nella lettera racconta poi la sua maternita’: “Sono diventata madre ed in quel momento ho avuto difficolta’ a riconoscere nelle persone quella sorta di rispetto, stima e considerazione che avvertivo da piccola, quando ero sempre l’unica a non averla con me. E mi sono chiesta, ma come, ora tocca a me. Non e’ possibile! Perche’ mi devo difendere? Perche’ la funzione naturale e sociale che la natura ci ha donato sembra non esistere piu’?! Ricordo con grande affetto le madri delle mie amiche: donne meravigliose, dolci ed affettuose con me come con le loro figlie! Ricordo ancora i loro saggi consigli, le loro parole, le stesse che ripeto oggi a mia figlia. Dove sono quelle persone- si domanda la mamma coraggio– che hanno rispetto per tutte le mamme senza alcun timore di mostrarlo al mondo?! Dov’e’ la forza della solidarieta’ umana di quelle donne che condividono lo stesso percorso di amore e sofferenza per i propri piccoli? Come puo’ una madre, quando incontra un’altra che lotta per suo figlio, dimenticare il valore di quel legame unico! Come puo’ suscitare invidia sociale tutto questo? Come puo’ una persona infliggere dolore e dispensare cattiverie veramente gratuite, nei confronti di un bambino che vive nel terrore di non poter crescere avendo accanto a se’ la sua mamma? Francamente mi riesce difficile comprendere come la societa’ attuale sia arrivata a screditare cosi’ tanto la figura materna nei diversi contesti. A considerarla in continuo conflitto con una figura maschile, che invece a volte sembra faticare a trovare la chiave per costruire un legame sincero con la propria discendenza. L’essere umano ha dimenticato tutto cio’, offuscato dalla corsa alla supremazia individuale, al ritenere tutti uguali difronte alle diverse circostanze della vita, alle diverse difficolta’. Tutti credono di conoscere l’animo di una madre ed il rapporto con il proprio figlio, magari in virtu’ di qualche titolo. Ritengo invece che esso sia un legame speciale, amorevolmente a doppio senso, ed inebriante fin da subito”.

Ed eccolo l’appello e l’incoraggiamento che Cristiana lancia alle mamma in questa giornata simbolo: “Non servono azioni esterne. Solo la mamma conosce il segreto per coltivarlo giorno per giorno. La mamma lo ama cosi’ tanto da donarlo al mondo, pronta ad essergli sempre accanto con la consapevolezza che, nonostante precorrera’ la sua strada, lei gli apparterra’ per sempre, oltre il tempo. Questo e’ la mamma, e non puo’ essere condizionata dalla bigenitorialita’ imposta dal raziocinio a volte delirante dell’essere umano, qualunque veste esso indossi. E’ un legame indissolubile. Privare un figlio del legame materno, con ogni strumento giuridico in nome di una tutela imposta, e molto spesso premeditata e non necessaria, e’ l’azione piu’ crudele che l’essere umano possa attuare. La mamma lottera’ sempre fino all’ultimo respiro per il proprio figlio, rivendicando anche il suo diritto di contribuire attivamente ed in modo unico alla sua crescita. Ed e’ proprio quando qualcuno tenta di allontanarlo con ogni mezzo, beh, e’ proprio in quell’occasione che il legame acquisisce una forza sovraumana non decifrabile. Un’unione quasi magica che non trova la sua interrelazione nelle forme espressive della personalita’ del figlio stesso, ma nella fusione di due anime distinte in un solo un amore immenso che riesce, in qualche modo, ad auto-alimentarsi in via esponenziale. E’ questa la chiave che, in maniera del tutto spontanea e naturale, la mamma- conclude cosi’ la sua lettera Cristiana- utilizza quotidianamente nella sua lotta. L’amore materno e’ l’elemento cosi’ privato ed intimo che ne segna la via“. 

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10 Maggio 2020
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