Governo, Conte mette Salvini all’angolo: “Migranti scendono da Mare Jonio, nessuna crociata sulla cannabis”

"Aspettiamo una pronuncia della Cassazione a fine maggio che potrebbe contribuire a una maggiore certezza"
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – Cannabis e migranti, il premier Conte si impone nel governo. A farne le spese la linea dura di Matteo Salvini, che nei giorni scorsi, oltre a ribadire il mantra dei ‘porti chiusi’, aveva individuato nei ‘cannabis shop’ il nuovo fronte per l’azione del governo.

“Uno su due è un centro di spaccio”, aveva tuonato il ministro dell’Interno. Questa mattina, però, l’intervento del premier che chiarisce la posizione dell’esecutivo: “Nessuna crociata, si chiudono solo negozi non in regola”.

Anche sui migranti il ministro dell’Interno è costretto a battere in ritirata. Dopo lo sbarco dei migranti salvati da una nave della Marina Militare italiana, anche il premier ha deciso di far sbarcare anche i migranti salvati dalla nave Mare Jonio della Ong Mediterranea.

LEGGI ANCHE: Governo, Conte: “È un’illusione ottica che comandi Salvini”

CONTE: DA NAVE JONIO SCENDONO, L’ITALIA NON LI AFFOGA

I migranti a bordo di Mare Jonio “verranno fatti scendere e messi in sicurezza. Ci mancherebbe”. Cosi’ il premier Giuseppe Conte parlando coi giornalisti.

Scenderanno tutti? “Mica li mandiamo nelle patrie galere, scusi. Cosa fa l’Italia, li riaffoga in mare?”, chiede Conte al cronista.

CANNABIS. CONTE: SI CHIUDONO NEGOZI NON IN REGOLA, NON E’ CROCIATA

“Qualsiasi negozio che non e’ in regola non puo’ continuare a esercitare l’attivita’ commerciale. Questo e’ scontato, su questo c’e’ piena intesa”. Lo dice il premier Giuseppe Conte rientrando a palazzo Chigi.

LEGGI ANCHE: Cannabis, Salvini: “Sulla droga il governo può andare a casa”

Non e’ quindi una crociata… “Se si chiude un negozio non in regola parlare di crociata mi pare fuori luogo. Il problema per quanto riguarda il tema specifico- aggiunge il premier- e’ un po’ piu’ complesso. Per quanto riguarda la disciplina normativa in questo momento c’e’ qualche profilo di incertezza. Aspettiamo una pronuncia della Cassazione a fine maggio che potrebbe contribuire a una maggiore certezza. Perche’ c’e’ un problema tra vendita e produzione. Stiamo parlando di livelli di Thc che non devono superare lo 0,2 o lo 0,6 a seconda della produzione e su questo c’e’ una qualche ambiguita’ della disciplina normativa. Ecco forse non sarebbe male, e ci stiamo un attimo pensando, se possiamo intervenire a rendere piu’ certa la disciplina”.

LEGGI ANCHE: Cannabis, l’assedio social dei fan a Salvini: “Ripensaci, lega-lizziamola”

Il premier aggiunge: “In ogni caso stiamo parlando di livelli di Thc che non devono superare lo 0,2 per cento. Stiamo parlando di cannabis industriale che non ha efficacia stupefacente. Le sostanze psicotrope sono cosi’ minime…”.

Con Salvini, dunque, “c’e’ piena sintonia. Se ci sono esercizi commerciali che non sono in regola per quanto riguarda la chiusura”.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»