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VIDEO | Amministrazione di sostegno, Mantovani: “È una legge di civiltà che va aggiornata”

Oggi la presentazione del libro dopo 20 anni, Pera: "Esempio di fusione tra politic a e etica"

Pubblicato:10-04-2024 15:50
Ultimo aggiornamento:10-04-2024 15:50

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ROMA – La legge sull’amministrazione di sostegno è una legge di civiltà che compie 20 anni. Per ricordarla e chiederne un aggiornamento Mario Mantovani ha scritto un libro dal titolo ‘Vent’anni di civiltà. Riflessioni sull’Amministrazione di sostegno’, presentato a San Macuto insieme al capogruppo di Fdi Tommaso Foti e al senatore Marcello Pera. L’imprenditore, ex senatore e sottosegretario alle Infrattrutture, sintetizza così la nuova normativa: “È una legge di dignità e di libertà, sono convinto che sia un obiettivo raggiunto 20 anni fa, ma va aggiornato”. Mantovani ricorda la genesi del testo: “Nel 2003 ero parlamentare europeo, fui indicato come relatore per l’anno della disabilità e ho chiesto ai diversi paesi membri di fare qualcosa di importante per i disabili”. In Italia, prosegue, “abbiamo fatto il miracolo di far approvare una legge che era depositata da tempo”. Da quella esperienza nasce il volume che “parla di una politica bistrattata ma che sa occuparsi di cose vere e concrete”. Vent’anni dopo, osserva Mantovani, “è fondamentale avere un tavolo aperto per aggiornare questa legge. L’aggiornamento è fondamentale perché significa continuare a salvaguardare la dignità delle persone a rispettarle fino all’ultimo respiro”.
Un intervento che si rende necessario alla luce del fatto che al momento “c’è la richiesta di oltre 650 mila amministratori di sostegno e non si può aspettare un anno per la nomina”.

Marcello Pera sottolinea che con quell’intervento normativo “si passò dal regime di interdizione a quello di sostegno, un altro mondo, un altro paradigma giuridico e culturale. Con l’amministrazione di sostegno si interviene per la salvaguardia della integrità della persona assistita nella sua dignità e sacralità”.
L’ex presidente del Senato allarga il discorso all’azione politica, che deve essere guidata dai valori: “Non dovremmo mai pensare- ragiona Pera- che il diritto è slegato dalla moralità e dalla religione, non dovremmo mai diventare positivisti e neanche teocratici. Noi conservatori vogliamo assumere nel nostro discorso politico elementi morali e religiosi in assenza dei quali la norma è senza vita. Questo libro- conclude- ci offre un esempio concreto della fusione tra politica, etica e religione”.


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