VIDEO | Coronavirus, Bianchi (Ance): “Misure del Governo fallimentari, seguire Draghi”

"Dl imprese assolutamente insufficiente, serve liquidità"
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ROMA – “Fino adesso le misure” economiche messe in campo dal governo per rispondere all’emergenza pandemia “sono fallimentari, e’ inutile che ci giriamo attorno”. Edoardo Bianchi, vicepresidente Ance, lo dice in un’intervista via Skype con il direttore dell’agenzia DIRE Nico Perrone, “C’e’ il decreto Cura Italia, che forse doveva affrontare la prima emergenza, quindi una situazione di prima necessita’, ma il decreto Liquidita’ e’ assolutamente insufficiente– stigmatizza Bianchi- anche perche’ la strada l’aveva tracciata Mario Draghi. Penso che il manifesto di Mario Draghi tra qualche decennio passera’ alla storia per fotografare questo specifico momento. Draghi fondamentalmente, banalizzando, ha detto che servono risorse in maniera tempestiva, perche’ ci troviamo in una situazione che non e’ ciclica e non e’ riconducibile come causa a nessuno di coloro che ne stanno soffrendo le conseguenze”.

I provvedimenti del decreto Liquidita’, “se confermati in questa misura, sono completamente distaccati dalla realta’ quotidiana di tutti i giorni- afferma il vicepresidente AnceLa verita’ forse e’ che non ci sono risorse, allora e’ piu’ facile di parlare di garanzie che devono fungere da volano”, pero’ “cosi’ non andiamo da nessuna parte”.

Sul versante delle costruzioni, intanto, “questo e’ il momento di lavorare su sui pezzi di carta per farci trovare pronti fra 15-20 giorni, un mese, quando si riaprira’- dice Bianchi- perche’ se non lavoriamo adesso fra 30 giorni saremo esattamente nella situazione pre-covid che era gia’ in uno stato comatoso”.

Come si deve ripartire dopo l’emergenza Covid-19, lato costruzioni?

“Facciamo una differenza- spiega Edoardo Bianchi, vicepresidente Ance– servira’ una fase, da qui a fine anno, per ritornare a un minimo di normalita’, e poi da gennaio in poi si dovranno risolvere tutti i nodi gordiani che gia’ c’erano prima”. E allora, “le tre ricette dell’Ance in questo momento vedono al primo punto la necessaria riconfigurazione del perimetro del reato d’abuso d’ufficio e della responsabilita’ erariale– dice Bianchi- parliamo di due aspetti che non possono riguardare la responsabilita’ delle imprese, ma noi dobbiamo mettere chi sta nella Pubblica amministrazione in grado di poter operare con un minimo di tranquillita’ e serenita’. Se si pensa che anche Arcuri e Borrelli (il commissario all’emergenza Covid-19 e il Capo della Protezione civile, ndr) hanno chiesto uno scudo giudiziario, a meno che ci sia dolo, ovviamente, perche’ altrimenti nessuno mette piu’ una firma. Poi dobbiamo premiare i Comuni, gli Enti locali, tutti quelli che riescono a far cadere soldi sul territorio“. Quando “parliamo di mettere i soldi sul territorio intendiamo dire che arrivino dove ci siano lavori- spiega il vicepresidente Ance– dove ci siano stati d’avanzamento lavori”, con le istituzioni impegnate che “devono poter accedere a ulteriori finanziamenti a condizioni agevolate. Infine dobbiamo dare priorita’ assoluta alla manutenzione”, conclude, che e’ “la prima vera emergenza di questo Paese”.

Infine, “l’Ance e’ completamente contraria al modello supercommissario Genova” per spingere la ripartenza delle opere, dice il vicepresidente Edoardo Bianchi. “Il modello supercommissario Genova ha un senso, ha avuto un senso, in quel contesto specifico. Ricordiamoci circa due anni fa come eravamo messi”, prosegue Bianchi. “Un commissario che interviene per comprimere i tempi di richiesta delle autorizzazioni va bene, ma un commissario che interviene anche nella fase di gara, avendo potere di vita o di morte a 360°, scegliendo lui di fatto chi e’ l’aggiudicatario, e’ completamente una follia, se noi volessimo espostare il modello al di fuori di Genova”, conclude il vicepresidente Ance.

BIANCHI (ANCE): “CODICE APPALTI PESSIMO, UN FALLIMENTO”

“Dopo tre anni il presidente Cantone (ex Anac, ndr) in diverse interviste ha detto che il Codice degli appalti e’ stato applicato in ragione del 30%. Una legge che dopo 3 anni e’ applicata in ragione del 30% vuol dire che e’ una legge pessima, e’ fatta male”, dichiara Bianchi. “Evidenzio solo tre aspetti- dice Bianchi- tutta la riforma del Codice si doveva basare sulla qualificazione delle stazioni appaltanti, ma sono passati 3 anni non ce n’e’ traccia. Si doveva basare sui commissari di gara scelti all’interno della lista dell’Anac, ma di questa non ce n’e’ traccia, e’ stata sospesa prima ancora che la sospendesse il governo giallo-verde. Poi tutto il Codice ha scommesso sulla ‘soft law’, sulle linee guida, ma questo non e’ un istituto che prendi dal Common law lo porti in Italia e ha applicazione. Questi tre aspetti sono significativi che il Codice e’ stato un fallimento”. D’altra parte, conclude il vicepresidente Ance, “lo Sblocca Cantieri dell’anno scorso gia’ lo sospende, gran parte il codice sospesa e’ auspicabile da parte nostra tornare un sistema binario: legge dei lavori pubblici e regolamento dei lavori pubblici”.

MASSA CARRARA, BIANCHI: “PRIORITA’ DEL PAESE SIA LA MANUTENZIONE DELLE OPERE”

Dobbiamo dare priorita’ assoluta alla manutenzione, siano esse carceri, scuole, viadotti, mitigazione ambientale, questa e’ la prima vera emergenza di questo Paese”, prosegue Bianchi, rispondendo a una domanda sul crollo del ponte sul fiume Magra.

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“Noi come Ance sono dieci anni che stiamo dicendo la stessa cosa- sottolinea Bianchiservira’ qualche opera strategica, una, due o tre, ma il 90% degli interventi deve avvenire sul patrimonio esistente”. Cio’ detto, “il ponte era del 1908, molte persone nate nel 1908 non vivono piu’- prosegue il vicepresidente Ance- non conosco il fatto specifico, ma tutti i crolli che ci possono essere sono determinati da una pessima manutenzione, dalla mancanza di una programmazione o forse riusciamo anche a programmarla, la manutenzione, ma non si riesce mai ad attuare”.

 

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10 Aprile 2020
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