Coronavirus, D’Amato: “Nel Lazio andamento su altopiano, è stabile”

L'assessore regionale: "Non possiamo ancora abbassare la guardia". In regione l'età media dei contagiati è 58 anni
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

ROMA – “Siamo ancora in una fase in cui non possiamo abbassare la guardia. Abbiamo un andamento su un altopiano, è stabile, e sappiamo che questo virus come si rimette in moto è subdolo. Per cui, anche se la situazione è migliorata, serve attenzione”. Lo ha detto l’assessore regionale alla Sanità, Alessio D’Amato, intervenendo al Tgr Lazio.

LEGGI ANCHE: VIDEO | Coronavirus, Marcolongo (Sant’Andrea): “Il modello Lazio ha retto bene”

“Il numero di persone guarite cresce, così come è superiore il dato di chi esce dalla quarantena rispetto a chi ci entra- ha aggiunto D’Amato-. E’ importante segnalare anche la diminuzione dei posti letto di terapia intensiva: ad oggi ne abbiamo occupati 198 su un sistema capace di coprirne 400. La rete messa in piedi nel Lazio è molto importante e verrà consolidata entro questo mese con l’aumento di 20 posti letto di terapia intensiva allo Spallanzani e con il contributo dell’ospedale militare del Celio, che la Difesa, in collaborazione con il ministero della Salute e la Regione Lazio, ha deciso di farne un Hub del Covid”.

REGIONE LAZIO: 36% POSITIVI A ROMA, ETA’ MEDIA 58 ANNI

Dei casi finora confermati nel Lazio, il 36,6% è residente a Roma città, il 28,5% nella provincia, il 10,7% a Frosinone, il 6,1% a Rieti, il 6,6% a Viterbo e il 9,2% a Latina. Il 2,2% proviene da fuori Regione. Lo fa sapere la Regione Lazio.

Inoltre, il 28% è ricoverato in una struttura sanitaria, il 47% è in isolamento domiciliare e il 4% è in terapia intensiva. I guariti sono il 15%. L’età media dei casi positivi è 58 anni. Il 51% è di sesso maschile e il 49% di sesso femminile.

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

Leggi anche:

10 Aprile 2020
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»