martedì 14 Aprile 2026

Mafia e corruzione, indagato il supermanager della sanità in Sicilia Iacolino. Si è dimesso

I legali: "Amareggiato da accuse ingiuste e infamanti"

PALERMO – Terremoto nella sanità siciliana. La procura di Palermo, indagando su un presunto giro di tangenti tra un imprenditore e un dirigente della Regione, è incappata sui contatti tra l’ex direttore generale del dipartimento regionale Pianificazione strategica, Salvatore Iacolino, e la mafia di Favara (Agrigento). Iacolino, che era stato nominato recentemente direttore generale del Policlinico di Messina, è indagato per concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione.

L’INCHIESTA

A coordinare le indagini su Iacolino, ex eurodeputato dell’allora Pdl, è la procura di Palermo, guidata da Maurizio de Lucia, che ha disposto una serie di perquisizioni nelle abitazioni del supermanager della sanità regionale che in passato ha guidato anche l’Azienda sanitaria provinciale del capoluogo siciliano. L’inchiesta sul campo è condotta dal Sisco di Palermo e dalla Mobile di Trapani. Iacolino, secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbe utilizzato le sue conoscenze per favorire la famiglia mafiosa di Favara, suo paese d’origine.

Il governo regionale siciliano, nella seduta di giunta straordinaria convocata dal presidente della Regione Renato Schifani, su proposta dell’assessora della Salute Daniela Faraoni, ha sospeso Iacolino dall’incarico di direttore generale del Policlinico di Messina, avviando nel contempo il procedimento di revoca della nomina. Poco prima, però, erano state formalizzate le dimissioni da parte del superburocrate.

LA DIFESA DI IACOLINO: “SORPRESO E AMAREGGIATO, ACCUSE INFAMANTI”

I legali di Iacolino, Pino Di Peri e Arnaldo Faro, affermano: “Il nostro assistito, rimane fortemente sorpreso ed amareggiato dalla accuse ingiuste ed infamanti che gli vengono rivolte. Si dichiara totalmente estraneo alle contestazioni ricevute e conferma la fiducia nei confronti della magistratura che, siamo sicuri, accerterà l’assoluta sua estraneità nella vicenda in questione”.

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