lunedì 13 Aprile 2026

‘Pulsar’, oggi a Roma l’evento inaugurale del Festival delle STEM 2026

Il progetto è nato da un'idea di iliad e realizzato da Open per avvicinare le nuove generazioni alle discipline scientifiche e accendere curiosità, talento e nuove vocazioni

ROMA – Un’apertura da tutto esaurito con l’evento di lancio di ‘PULSAR – Festival delle STEM 2026, il progetto nato da un’idea di iliad e realizzato da Open per avvicinare le nuove generazioni alle discipline scientifiche e accendere curiosità, talento e nuove vocazioni. Le discipline STEM sono fondamentali per il nostro futuro e la rassegna punta a riportarle in primo piano: per la prima volta, iliad e OPEN hanno tradotto questo impegno in un vero e proprio festival, in grado di coinvolgere giovani, istituzioni, accademia e comunità locali attraversando l’Italia da Nord a Sud. Un festival pensato per irradiare passione, idee e innovazione, proprio come una pulsar diffonde la sua luce. La prima tappa è ospitata oggi negli spazi del Museo dell’Ara Pacis e patrocinata dal Comune di Roma, riunendo studenti, istituzioni, accademici, professionisti, media e appassionati di innovazione.

Una partecipazione che conferma il forte bisogno di spazi di confronto su innovazione e competenze STEM, in preparazione e risposta alle sfide del futuro. Nel corso del pomeriggio, l’Ara Pacis si è trasformata in un luogo di incontro tra scienza, istituzioni, imprese e cultura, con interventi e momenti di confronto dedicati al futuro delle competenze scientifiche e al ruolo delle nuove generazioni nel guidare l’innovazione. Una conversazione che, per la prima volta, ha riunito sullo stesso palco mondi diversi, mostrando quanto sia importante affrontare il tema delle STEM attraverso linguaggi e prospettive differenti, in grado di coinvolgere un pubblico ampio e variegato.

Ad aprire la giornata il panel ‘Verso lo spazio – voci di una nuova generazione di astronauti‘, con gli astronauti Anthea Comellini e Andrea Patassa (European Space Agency), che hanno raccontato la propria esperienza e il valore della ricerca scientifica per affrontare le grandi sfide globali. ‘Penso ci sia una narrativa sbagliata sulle donne nella professione da astronauta. Spesso si portano avanti dei modelli che hanno un’eccezionalità e il messaggio che passa è che ‘per riuscirci devi essere straordinaria’, ma non è così. Chiunque ce la può fare’, ha commentato Comellini. Le STEM ‘mi hanno sempre appassionato perché rispondono alle domande che ci facciamo tutti i giorni. Guardando al futuro, non dobbiamo vedere l’intelligenza artificiale come qualcosa che sarà in grado di sostituirci, ma come uno strumento. Ci permetterà di fare cose che ora non possiamo fare’, ha aggiunto Patassa.

A seguire, il dibattito ‘Talenti e competenze di domani‘ un confronto dedicato alle trasformazioni del mondo del lavoro e della formazione con Giuseppe Biazzo, Presidente di Unindustria e CEO di Orienta, Rosario Rasizza CEO di OpenJob Metis, Andrea Malacrida CEO di Ali Lavoro, Laura Di Raimondo, Direttore Generale Asstel. Dal confronto è emersa con forza la necessità di rafforzare il dialogo tra scuola, università e imprese, per preparare le nuove generazioni alle sfide tecnologiche dei prossimi anni. ‘Il gap di genere nelle materie STEM ha conseguenze importanti, perché in questo modo mancano delle vere role model per i giovani. Si tratta di una sfida anche per le stesse famiglie e sta a tutti noi fare un vero e proprio salto culturale. Le donne troppo spesso rischiano di essere limitate a professioni al di fuori dell’ambito STEM’, ha dichiarato Giuseppe Biazzo, Presidente di Unindustria e CEO di Orienta. ‘Oggi sulle materie Stem i numeri ci parlano di stereotipi di genere anacronistici rispetto ai bisogni reali che abbiamo sul mercato’, ha aggiunto Andrea Malacrida, CEO di Ali Lavoro.

Secondo Rosario Rasizza, CEO di OpenJob Metis, le materie Stem sono ‘più attrattive in questo momento, noi abbiamo tante posizioni aperte eppure non riusciamo a trovare quelle figure’. Ha quindi sottolineato Laura Di Raimondo, Direttore Generale di Asstel: ‘Investire nelle competenze STEM significa rafforzare il futuro digitale e la competitività del Paese. È strategica la necessità di rafforzare il dialogo tra imprese, scuola, università e Academy per orientare le nuove generazioni verso percorsi scientifici e tecnologici. La filiera delle telecomunicazioni ha la responsabilità di raccontare e rendere visibili le opportunità professionali offerte dall’innovazione in ambito tech. Iniziative come il festival PULSAR aiutano giovani e studentesse a immaginare nuovi percorsi e ad avvicinarsi alla scienza e al digitale. Fondamentale è rendere la tecnologia comprensibile e concreta per stimolare curiosità e partecipazione’.

Grande attenzione anche al tema della parità di genere nelle discipline scientifiche, con il panel ‘STEM, arrivano le ragazze!’ grazie ai contributi di Antonella Polimeni, Rettrice della Sapienza Università di Roma, Giovanna Spatari, Rettrice dell’Università di Messina e coordinatrice della commissione Tematiche di genere del CRUI e Claudia Pratelli, Assessora alla Scuola del Comune di Roma. Una conversazione che intende mettere in primo piano l’importanza di rendere le STEM sempre più accessibili e inclusive, valorizzando il talento femminile e abbattendo le barriere che spesso ostacolano la partecipazione delle donne al settore STEM. ‘Per promuovere la diffusione delle STEM è indispensabile agire anche sui più piccoli: ad esempio, lavorare con le scuole prima delle superiori, promuovere gare femminili di matematica, portare avanti azioni che non si limitino alle sole giornate di orientamento’, ha commentato Polimeni.

Il pomeriggio è proseguito con un confronto tra istituzioni e imprese sul ruolo della formazione scientifica nel futuro dell’Italia insieme a Benedetto Levi, Amministratore delegato di iliad Italia, al Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, e al Ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, richiamando l’importanza di iniziative capaci di avvicinare i giovani alle discipline STEM e di rafforzare l’ecosistema dell’innovazione in Italia. ‘Le STEM giocano un ruolo centrale in una società sempre più governata dall’Intelligenza Artificiale e dalle nuove tecnologie. Grazie al contributo straordinario dei docenti, negli ultimi anni abbiamo raggiunto risultati straordinari nella diffusione delle STEM- ha detto Valditara- Abbiamo investito due miliardi e cento milioni di euro per la digitalizzazione delle scuole e avviato riforme importanti per rafforzare l’insegnamento della matematica e delle STEM. Lavoriamo affinché il Paese possa crescere e conquistare il futuro grazie alla scuola, offrendo ai nostri giovani la possibilità di realizzare appieno i propri talenti e azzerando le differenze di genere’.
Per ‘troppo tempo’, ha poi dichiarato Bernini, si è pensato che le materie scientifiche ‘non fossero adatte alle donne, ma si tratta di un pregiudizio da superare. Per ridurre questo divario, abbiamo rafforzato le borse di studio per le studentesse STEM e proposto programmi di orientamento per avvicinare le ragazze alle materie scientifiche. Il Ministero sta lavorando per ridurre il mismatch tra domanda e offerta nel mercato del lavoro. Servono più laureati nelle materie scientifiche, perché le imprese cercheranno sempre più profili STEM, più velocemente di quanto il sistema riesca a formarli.
Come le reti di telecomunicazioni, anche le STEM sono ‘infrastrutture strategiche per la crescita del Paese: sembrano invisibili, eppure sono presenti in ogni aspetto della nostra vita e agiscono come abilitatori di opportunità- ha evidenziato Levi- Con PULSAR vogliamo avvicinare sempre più persone alle STEM: vedere così tanti partecipanti riuniti all’Ara Pacis è il segnale più forte che iniziative come questa vanno nella giusta direzione. Per iliad, investire nella diffusione delle STEM significa anche contribuire alla crescita del Sistema Paese, per costruire un futuro più aperto e ricco di possibilità’.

L’evento si è concluso con un momento di contaminazione tra scienza e cultura pop, con la partecipazione della cantautrice Ditonellapiaga e la stand-up comedy di Stefano Rapone, a testimonianza di come il linguaggio delle STEM possa dialogare con forme diverse di racconto e intrattenimento.

ANTHEA COMELLINI (ESA): “SPAZIO ‘DA MASCHI’? STEREOTIPO DA DISTRUGGERE”

Purtroppo esiste ancora lo stereotipo che le materie scientifiche siano ‘terreno maschile’, questo è evidente. Io stessa ricordo che quando ero al liceo mi veniva detto da alcune persone ‘ma cosa vai a fare ad Ingegneria Aerospaziale, sarà una vita difficile e incontrerai tanti ostacoli’. La prima cosa che mi sento di dire è che la vita difficile l’avrei avuta se avessi scelto qualcosa che non amavo, perché mi sarei ritrovata ogni mattina ad alzarmi per fare qualcosa che non amavo. Invece per me la vita è stata facile proprio perché ho seguito le mie passioni. La seconda cosa che voglio dire è che bisogna davvero distruggere questo stereotipo, che porta molte ragazze ad auto-censurarsi, perché sentendosi inculcare determinati messaggi pensano che bisogna per forza essere eccezionali e fuori dal normale per affrontare questo tipo di percorsi, quando invece non è vero”. Così l’astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa), Anthea Comellini, intervistata dalla Dire oggi a Roma in occasione dell’apertura di ‘Pulsar – Festival delle Stem 2026’.
Interpellata sul valore aggiunto che le donne possono portare nello Spazio, l’astronauta dell’Esa ha risposto: “Credo che la chiave sia la diversità, quando faccio le sessioni di addestramento con le mie colleghe e colleghi dell’Esa, mi rendo conto di quanto sia più arricchente quando ci troviamo in un gruppo diverso sia da un punto di vista di genere sia di background professionale. Quindi dall’ingegnere al medico e al pilota, che siano ragazze o ragazzi, questo ci porta veramente a creare delle soluzioni a problemi in maniera molto più creativa e innovativa. E questa è la cosa più importante”. Infine, sulle materie Stem, Comellini ha commentato: “Le trovo molto affascinanti: anche se spesso vengono guardate con diffidenza, secondo me rappresentano davvero la chiave di comprensione di molte cose che accadono intorno a noi. Imparare ad apprezzarle, al di là magari degli scogli iniziali di paura e avversione- ha concluso- è molto importante”.

PATASSA (ESA): “AUMENTO DONNE IN MISSIONI SPAZIO, C’È ANCORA DA FARE”

Credo che l’inclusione femminile nelle discipline Stem e nelle missioni spaziali sia in rapido aumento. Ovviamente c’è ancora da fare per raggiungere l’equità totale, ma la strada intrapresa è ottima e secondo me questo dipende tanto dai modelli positivi che ci sono, come Anthea Comellini e Samantha Cristoforetti nel mondo dello Spazio, ma anche nel mondo Stem in generale. Avere dei punti di riferimento per le giovani ragazze, sapere che c’è qualcuno che ce la fa e che non ci sono pregiudizi, penso che sia importantissimo”. Così l’astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa), Andrea Patassa, intervistato dalla Dire oggi a Roma in occasione dell’apertura di ‘Pulsar – Festival delle Stem 2026’, la manifestazione itinerante nata da un’idea di iliad e realizzata da Open. L’evento, patrocinato da Roma Capitale, è in corso presso gli spazi del Museo dell’Ara Pacis.
“Vedo la stessa cosa anche nel mio campo di applicazione, l’aeronautica militare- ha proseguito- ci sono tante giovani pilote che lavorano e operano insieme a me quotidianamente, nello stesso livello, senza nessun problema. Avere un collega uomo o una donna non fa nessuna differenza quando si opera insieme“. Andare nello Spazio è il sogno di tutti, cosa consiglia ai ragazzi che vogliono perseguirlo davvero? “Sono stato selezionato grazie al mio background come pilota militare e il consiglio che posso dare a chi vuole approcciarsi a questo mondo- ha risposto l’astronauta alla Dire- è di fare quello che piace, perché non c’è un profilo unico da smarcare e possono aprirsi porte che magari neppure si immaginavano all’inizio”.

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