martedì 14 Aprile 2026

Ingv: il terremoto nel Golfo di Napoli risentito a centinaia di chilometri, dalla Sicilia alla Lombardia

Per i sismi profondi si ha una minore intensità locale e anche una minore distruttività

Foto di Ingv

NAPOLI – Nel Mar Tirreno centrale e meridionale si verificano occasionalmente eventi sismici con ipocentri a profondità superiori ai 100 chilometri. Un esempio è il terremoto di magnitudo 5.9 avvenuto alle 00:03 della scorsa notte localizzato al largo della costa campana e caratterizzato da una profondità estremamente elevata, superiore ai 400 chilometri. Di questo si occupa un articolo presente sul sito dell’Ingv.

Il fenomeno, si legge, “è da ricondursi al processo geologico della subduzione, per cui la placca ionica si inflette e sprofonda sotto la placca calabra e il bacino tirrenico”. Dal 1999 ad oggi, nel Mar Tirreno sono stati localizzati più di 3mila eventi profondi di magnitudo uguale o superiore a 2.

Per il terremoto della scorsa notte è stata evidenziata una “marcata differenza” tra i tempi di arrivo delle onde longitudinali – onde P – e quelli delle onde trasversali – onde S –, che si osserva anche a brevi distanze epicentrali. Questa è una caratteristica specifica degli eventi sismici molto profondi. Il risentimento sismico in superficie per eventi profondi, spiega l’articolo dell’Ingv, si distingue per un’intensità generalmente minore vicino all’epicentro, un’area di risentimento più ampia e una percezione spesso caratterizzata dall’occorrenza di onde a bassa frequenza rispetto a quelle ad alta frequenza caratteristiche dei terremoti superficiali.

In questo caso l’evento sismico delle 00:03, scarsamente avvertito in area epicentrale (Golfo di Napoli e Capri), è stato invece risentito dalla popolazione a centinaia di chilometri di distanza, dalla Sicilia alla Lombardia.

I terremoti profondi, quindi, si caratterizzano per una minore intensità locale (poiché l’ipocentro è profondo, le onde sismiche devono percorrere una distanza maggiore per raggiungere la superficie, attenuandosi notevolmente durante il tragitto), un’area di risentimento estesa (nonostante la scossa sia meno forte vicino all’epicentro, l’energia si distribuisce su un’area molto più vasta, rendendo il terremoto avvertibile anche a centinaia di chilometri di distanza), ma, soprattutto, una minore distruttività (i terremoti profondi sono raramente distruttivi, poiché le onde di volume – P e S – perdono gran parte della loro energia prima di raggiungere la superficie).

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