ROMA – “Sono momenti successi con velocità pazzesca, ma dentro di me l’ho vissuti in maniera molto lenta. Non sono cose che dei ragazzi dovrebbero vivere, anche perché vai lì con la spensieratezza di voler festeggiare e ti ritrovi la vita stravolta”. Così Eleonora, una delle sopravvissute al tragico incendio che ha devastato il locale Le Constellation nella notte di Capodanno a Crans-Montana, ha iniziato il suo racconto a Storie Italiane su Rai1 con Eleonora Daniele.
“Avevamo fatto una bellissima cena tutti insieme”, ha raccontato ripercorrendo quella sera, “ero con Filippo, il mio fidanzato, e c’erano anche dei nostri amici: era la prima volta che festeggiavo il Capodanno in montagna e in Svizzera ed era tutto speciale. Nel camminare per la città ci siamo imbattuti ne Le Constellation ma non avevamo prenotato e abbiamo provato ad entrare. Quando è arrivato il nostro turno, il buttafuori è stato chiamato da una ragazza molto agitata, in quel momento nessuno ci aveva avvisato di quello che stava succedendo di sotto. Filippo con il caos della folla è stato portato fuori e spinto sulle scale, io sono stata spinta dentro”.
“Il pericolo lo intuisci già da quando si crea il caos”, ha aggiunto, “la via d’uscita era bloccata e a prescindere da quale sia il motivo ti senti già un topo in gabbia. Vedi che altre persone stanno scappando da qualcosa che non sai che cos’è. Quando ho alzato gli occhi e ho visto il fumo era già troppo tardi per poter anche solo pensare di cercare un’altra via d’uscita. Il resto del locale era incendiato. È arrivata una fiammata enorme che ha bruciato tutto quello che incontrava. Tutto ciò che è rimasto fuori dal mio cappotto è bruciato: mani, capelli e gambe”.
Poi il momento più sconvolgente: “La porta era aperta verso l’interno, i ragazzi si sono incastrati nelle scale. Io non trovavo una soluzione a quel problema e con una calma agghiacciante, che non pensavo di avere, ho pensato di non farcela. Ero così convinta che ero serena, come se il mio corpo fosse consapevole che non ci sarebbero state vie di fuga e il mio destino sarebbe stato quello. Non so cosa sia successo, ma qualcosa mi ha tirata fuori e quando sono uscita ho fatto tre respiri profondi per poter realizzare di essere ancora viva. Non ci credevo. La cosa che ricordo di più è il fuoco che mi è venuto addosso, le urla dei ragazzi e dei genitori. Ora è tutto diverso, si prova a tornare alla vita normale ma non è facile perché vedi tutto con degli occhi diversi”.
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