di Andrea Mari e Redazione Web
BOLOGNA – Il programma televisivo ‘Le iene’, pur svolgendo “una apprezzabile opera di informazione, non ha un taglio esclusivamente giornalistico“, motivo per cui “la trasmissione delle immagini relative alle udienze, a maggior ragione in corso di processo, rischia, al di là delle intenzioni di chi dovesse mandarle in onda, di interferire con l’autenticità e la spontaneità delle dichiarazioni di tutti gli attori del processo”. Con questa motivazione la Corte d’Assise di Bologna, presieduta dal giudice Fabio Cosentino, ha rigettato la richiesta del programma Mediaset di fare riprese durante il procedimento a carico di Leonardo Magri, 63 anni, imputato per l’omicidio della moglie Daniela Gaiani, 58 anni, trovata morta il 5 settembre 2021 a Castello d’Argile, nel bolognese. Inizialmente si pensò a un suicidio (la donna fu trovata impiccata con una corda alla spalliera del suo letto), ma dopo una serie di indagini la Procura si è convinta che l’uomo l’abbia uccisa e poi abbia inscenato il suicidio. Liberandosi della moglie, Magri avrebbe potuto vivere liberamente una relazione extraconiugale che aveva intrapreso. Tra gli elementi contro di lui ci sono frasi contraddittorie (su dove aveva trovato il corpo, dicendo una cosa agli inquirenti e una cosa diversa all’amante), una telefonata molto strana per chiamare i soccorsi (“Mia moglie è gelata”) e alcuni elementi dubbi sulla corda utilizzata dalla donna e su un pacchetto di sigarette che l’uomo avrebbe comprato per la moglie (risultato aperto all’incontrario). L’accusa per lui è di omicidio volontario aggravato.
SÌ ALLE RIPRESE DEL TGR RAI
La Corte ha invece autorizzato, “per ovvie ragioni di rispetto del diritto di informazione”, le riprese da parte del Tgr Rai, sottolineando che quest’ultima è una testata del servizio pubblico.
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