Afghanistan, il Buddha di Bamiyan torna in 3D per una notte

La rappresentazione nel ventesimo anniversario della loro distruzione, avvenuta nel marzo 2001 per mano dei guerriglieri talebani
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ROMA – Un’immagine tridimensionale di 55 metri di altezza rappresentante uno degli antichi Buddha un tempo conservati nella valle afghana di Bamiyan è stata proiettata sulle pareti di roccia dove si trovavano le statue in occasione del ventesimo anniversario della loro distruzione, avvenuta nel marzo 2001 per mano dei guerriglieri talebani.

Le due statue, che prima della loro demolizione erano la più grande rappresentazione di Buddha nel mondo, furono costruite secondo i dettami della scuola Gandhara tra il sesto e il settimo secolo dopo cristo, quando il buddhismo era la religione più praticata nella regione. Nel 2001 furono demolite dai talebani nell’ambito della guerra civile afghana. Due anni più tardi tutta la valle del Bamiyan, situata nel centro-nord del Paese, era diventata Patrimonio mondiale dell’Unesco.

La proiezione dell’immagine, ieri, è stata preceduta da una processione di persone recanti lanterne e da performance di musica e danza locali. “Non vogliamo che le persone dimentichino che crimine orribile è stato commesso qui” ha commentato per la stampa Zahra Hussaini, co-organizzatrice dell’evento.

Già nel giugno 2015 una coppia di avventurieri cinesi, Xinyu Zhang e Hong Liang finanziarono e realizzarono una proiezione tramite tecnologie laser 3D delle due statue. Diversi progetti di ricostruzione delle opere e di valorizzazione del patrimioni della valle di Bamiyan sono al momento in corso, anche con il sostegno dell’Italia e della sua cooperazione allo sviluppo.

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