In Burkina Faso gli allevatori Fulani chiedono ‘riconciliazione’

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Rappresentante al Governo: "Vogliamo partecipare alla costruzione della pace"
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di Brando Ricci

ROMA – Una delegazione dei dirigenti della comunità seminomade dei Fulani del nord-est del Burkina Faso è stata ricevuta dal ministro della Riconciliazione nazionale, Zephirin Diabré. Stando a quanto si apprende dalla stampa locale, i rappresentanti della comunità hanno denunciato al ministro una situazione che, nonostante un lieve miglioramento, è ancora caratterizzata da violenze ai loro danni, sia da parte delle milizie di ispirazione jihadista che operano nella zona sia da parte di quelle di auto-difesa organizzate dalla popolazione locale di contadini. Il portavoce della delegazione, Issouf Diallo, ha riferito all’emittente Radio France Internationale che al governo del presidente Roch Marc Christian Kabore’ è stato chiesto maggiore impegno per permettere ai Fulani “non solo di vivere in pace con altre comunità ma anche di partecipare alla pace e alla costruzione della pace e della coesione sociale”. Diallo ha inoltre sottolineato che “non c’è una sola comunità che si sia opposta ad altre comunità” e che è necessario comprendere che “ci sono banditi che si sono ribellati a tutte le comunità e che cercano di dividerle”. Le tensioni e la competizione per le risorse locale tra pastori seminomadi e coltivatori residenti caratterizza lo scenario delle regioni settentrionali del Burkina-Faso ma anche di diversi Paesi vicini della regione del Sahel, dal Mali al nord della Nigeria. In Burkina Faso, l’anno scorso, almeno 43 cittadini con origini fulani erano rimasti uccisi in un’incursione condotta da gruppi armati di auto-difesa nella provincia settentrionale di Yatenga.

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