Balcani, detenuti di Bologna raccolgono fondi per i migranti: “Vi siamo vicini”

migranti rotta balcanica
Dal carcere della Dozza è partita un'iniziativa di solidarietà per i profughi in viaggio sulla rotta balcanica: "Ci è capitato di vedere in tv la situazione drammatica che stanno vivendo e abbiamo deciso di dare il nostro contributo"
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BOLOGNA – Dalla condizione difficile di recluso a quella disperata dei migranti bloccati in Bosnia. È il cuore dell’iniziativa di solidarietà di una cinquantina di detenuti della Dozza di Bologna, che hanno deciso di promuovere una raccolta fondi per mandare un sostegno ai profughi in viaggio sulla rotta balcanica tramite l’associazione La Villetta, una delle realtà che sotto le Due torri sono impegnate nell’invio di aiuti umanitari nei Balcani.

“Solidarietà per le persone bloccate in Bosnia”, è il titolo dell’appello che i detenuti delle sezioni penali hanno condiviso per raccogliere il denaro. “In queste settimane, più di una volta, ci è capitato di vedere per televisione la situazione drammatica che stanno vivendo, nel nord della Bosnia, migliaia di migranti (uomini, donne e bambini) in cammino lungo la rotta balcanica”, prosegue il testo: “Respinti dalle Polizie di frontiera dei vari confini, sono costretti a sopravvivere al freddo e al gelo, molto spesso senza cibo e acqua, in una situazione di continue violenze e di negazione dei diritti più elementari”. Alla luce di queste scene, “nella nostra particolare contingenza di persone detenute- continua l’appello- ci sentiamo vicini a questi esseri umani che, nel terzo millennio, a meno di 500 chilometri da Bologna, tentano di resistere a condizioni di vita che fanno venire in mente i campi di concentramento delle tante guerre di cui è pieno il mondo. Nel nostro piccolo abbiamo deciso di dare anche noi il nostro contributo con un gesto minimo e semplice”.

E così, come “hanno già fatto organizzazioni e movimenti umanitari, con raccolte di fondi, vestiario, generi di prima necessità e alimenti, anche noi vogliamo esprimere solidarietà a tante persone che soffrono”, scrivono i detenuti. “Abbiamo scelto perciò di effettuare una donazione in denaro (ciascuno secondo le sue possibilità)- si conclude il testo visionato dalla ‘Dire’- all’associazione di solidarietà La Villetta, che da alcune settimane ha avviato una raccolta di aiuti umanitari per le persone migranti bloccate in Bosnia e organizza spedizioni dei materiali raccolti”. Il risultato finale della raccolta ammonta a diverse centinaia di euro.

Non è la prima iniziativa di solidarietà nata tra le celle del carcere bolognese in questo periodo. Un’altra, meno di due mesi fa, è stata raccontata dagli attivisti della Colonna solidale autogestita, un progetto che dall’inizio dell’emergenza Covid è impegnato nella raccolta di beni di prima necessità da distribuire alle famiglie che ne hanno bisogno. “È arrivata una donazione in buoni pasto da parte di un gruppo di detenuti del carcere della Dozza. Questa notizia ci ha naturalmente riempite di gioia ed è la dimostrazione che la solidarietà non conosce muri e sbarre“, ha scritto la Colonna solidale, sottolineando che “nelle carceri continua ad esserci una situazione estremante rischiosa. A causa principalmente del sovraffollamento il rischio di ammalarsi di Covid-19 è molto alto, nel solo carcere della Dozza a dicembre 2020 erano 50 i positivi su 700 detenuti, 200 in più rispetto alla capienza massima, questione che rende difficoltoso anche l’isolamento e la cura dei malati”.

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