Bonetti: “Vicina a Lara Lugli, nessuna donna sia costretta a scegliere”

lara lugli
La ministra interviene sul caso della pallavolista portata in giudizio dalla sua società una volta rimasta incinta
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Foto da Instagram

ROMA – “Sono vicina a Lara Lugli per l’esperienza drammatica che nessuna donna deve più vivere nel nostro Paese e che è il segno di un modello obsoleto. Pensare che le donne debbano essere costrette a scegliere la doverosa possibilità di realizzarsi nel lavoro, nello sport e nel professionismo e la maternità, le costringe a una diseguaglianza rispetto agli uomini. Solo in un modello sociale dove ognuno è libero di scegliere diversi percorsi in modo integrato, quel sistema sarà anche più efficiente anche da un punto di vista economico e sociale. Aumentare il lavoro femminile vuol dire aumentare PIL e sviluppo”. Lo ha detto la ministra alle Pari Opportunità e alla Famiglia, Elena Bonetti, questa mattina a Radio24, intervenendo sul caso della pallavolista Lara Lugli portata in giudizio dalla sua società una volta rimasta incinta per pagare i danni.

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E quanto alla maternità Bonetti ha ricordato gli strumenti messi in campo perché “non può essere un costo aggiuntivo per le imprese ed ecco quindi la decontribuzione per l’assunzione già attuale, una misura per sostenere ii costi di sostituzione su cui sto lavorando- ha detto la ministra- come anche gli incentivi per la promozione delle carriere femminili”. Parliamo di “un pezzo cardine del Family Act e del Piano Straordinario della Parità. Ne avremo un ritorno e un effetto moltiplicativo” riferendosi sia al welfare del Paese che al dramma della denatalità. Sull’impatto della pandemia che ha colpito le donne e le mamme ha concluso: “I congedi non bastano, da luglio ci sarà l’assegno universale”. Tra le misure anche “il sostegno alle famiglie soprattutto monoparentali e anche a genitori con Partite Iva”.

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