Coronavirus, il presidente degli infettivologi: “Tra 2-3 settimane vedremo gli effetti del nuovo decreto”

Intervista dell'agenzia Dire a Matteo Bassetti, presidente della SITA Societa' italiana terapia anti-infettiva
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ROMA – “Tra 2 o 3 settimane vedremo gli effetti di questa nuova restrizione da parte del governo, vedremo se portera’ i primi benefici relativamente ad un decremento dei casi di Coronavirus nel nostro Paese. Poi, per tornare alla normalita’ completa, probabilmente ci vorra’ piu’ tempo. Ma chiunque ora indica delle date sull’andamento del virus, francamente non so su cosa le basi. Mi sembra tutto un po’ aleatorio, anche vedendo quello che e’ successo in Cina: dal momento in cui hanno ristretto pesantemente tutti i rapporti, in quattro settimane hanno controllato il virus. Noi infettivologi dobbiamo occuparci solo dei nostri pazienti, le previsioni di crescita dell’epidemia spettano agli epidemiologi. Ognuno faccia il suo mestiere”. A dirlo all’agenzia Dire e’ Matteo Bassetti, presidente della SITA (Societa’ italiana terapia anti-infettiva).

“Se stata e’ una buona aprire la zona rossa? Non sono qui per fare polemica, perche’ non e’ piu’ tempo di farla- risponde Bassetti– ma nella provincia di Codogno e negli altri comuni sono riusciti in qualche modo ad evitare il diffondersi dei contagi. Adesso invece ‘liberi tutti’. Secondo me e’ bene dare ai cittadini indicazioni che ci vedano tutti unanimemente dalla stessa parte. Non e’ questo il momento di dire ‘sono d’accordo’ o ‘non sono d’accordo’, ora si deve andare tutti nella stessa direzione, che quella che ci ha dato il governo e l’Istituto superiore di sanita’”.

Sull’epidemia del Coronavirus racconta Bassetti: “Fin dall’inizio ho detto sempre una sola cosa: che i numeri di questa infezione alla fine diranno che e’ piu’ simile alla pandemica del 2009 che non alla SARS. Vedremo chi avra’ ragione, ma altro non voglio dire. Ripeto, non e’ piu’ il momento delle polemiche”.

Secondo il presidente della Societa’ italiana terapia anti-infettiva, in ogni caso, oggi la cosa piu’ importante “sono i comportamenti di buona educazione civica che gli italiani devono avere- prosegue- bisogna stare a casa se sia ha la tosse, il raffreddore o la febbre, non bisogna andare nei pronto soccorso soprattutto se non si e’ gravi. Questo e’ il primo messaggio, perche’ se tutti avessimo fatto cosi’ fin dal principio non saremmo qui. È verosimile, infatti, che qualcuno che non stava bene andasse in giro, perche’ questa e’ la ragione per cui oggi abbiamo cosi’ tanti casi”.

Il secondo messaggio dell’esperto e’ questo: “Se sei una persona anziana e fragile non devi uscire per nessun motivo, solo se devi fare una terapia oncologica, per esempio, insomma solo se c’e’ una necessita’ assoluta”.

In generale dobbiamo cercare di “non andare in luoghi dove ci sono tante persone insieme o in luoghi piccoli e stretti”.

E ancora, raccomanda Bassetti: “Lavarsi le mani tantissime volte al giorno, il piu’ possibile, e disinfettare le superfici tra cui anche il cellulare. Cose molto molto blande, che pero’ troppo spesso sono disattese”, conclude.

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10 Marzo 2020
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