Coronavirus, Zaia: “Test a tutta la popolazione risolverebbe il problema”

Il governatore del Veneto dice di avere pronto un progetto con il professor Andrea Crisanti. E mette in chiaro sulla solidarietà tra regioni: "Prendiamo volentieri altri malati, ma non di Covid"
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

VENEZIA – “Se fosse possibile fare il tampone a tutti, scoprendo e isolando anche i casi positivi asintomatici, avremmo risolto il problema, non servirebbe nemmeno stare qui a fare riunioni. Ma non è possibile testare 60 milioni di italiani“. Così il governatore del Veneto, Luca Zaia, sulla possibilità di estendere i controlli sanitari relativi al coronavirus a tutta la popolazione.

LEGGI ANCHE: Coronavirus, a Bologna tamponi in stile pit-stop: fatti in auto

“Ho sentito il professor Crisanti in tutti questi giorni, lui adesso sta tornando da Londra, e abbiamo un progetto che comunque vuole essere un po’ più radicale e diffuso sul territorio“. Ma si tratta di un progetto che ha bisogno di una importante organizzazione e “lo presenteremo nei prossimi giorni”, conclude Zaia anticipando che “non prescinde da quello che abbiamo fatto a Vo Euganeo”, Comune dove il 21 febbraio è stato rinvenuto il primo caso e che è stato isolato per 14 giorni, con l’effettuazione di tamponi a tutta la popolazione all’inizio ed alla fine della quarantena.

LEGGI ANCHE: Zona protetta Italia anti-coronavirus, ecco tutte le regole: spesa, spostamenti, lavoro e turismo

“NOI SOLIDALI, MA OGNUNO SI TENGA CEPPO CHE HA”

“Noi siamo disponibili ad un atto di solidarietà”, e quindi ad accogliere malati di altre regioni, “ovviamente iniziando dalla aree dove non c’è emergenza in casa e non importando casi di Covid, ma altri malati come fratturati, politraumatizzati o vittime di ictus”, dice Zaia. Questo per “evitare di spostare casi di Covid che potrebbero portare ceppi mutati che magari noi oggi non conosciamo”, spiega Zaia. “Ognuno si tenga il coronavirus che ha“.

A questo proposito, “va detto che la Lombardia ha la nostra assoluta solidarietà, sta vivendo una tragedia, ha un sistema sanitario organizzatissimo, e probabilmente ha anche il tema di una mutazione”.

LEGGI ANCHE: Coronavirus, la Lombardia pensa alla chiusura totale: cresce l’idea della serrata come a Hong Kong

CHIUSURA TOTALE POTREBBE ESSERE SOLUZIONE

“Non è escluso che piuttosto che protrarre un’agonia per mesi sia meglio arrivare ad una chiusura totale”, dice Zaia. L’isolamento fiduciario fatto bene di tutti i cittadini “potrebbe essere la soluzione”, continua il governatore chiarendo che comunque è necessaria una “validazione scientifica” dell’ipotesi. L’obiettivo è “isolare il virus”, conclude il governatore.

“AVERE UNA MASCHERINA È AVERE UN TESORO”

Ieri sono arrivate in Veneto 45.000 mascherine protettive, “oggi ne arriveranno altre 200.000, che sono appena state sdoganate a Genova” e altre arriveranno nei prossimi giorni, appena saranno disponibili. Lo assicura l’assessore regionale alla Sanità, Manuela Lanzarin, ricordando che la Regione fornisce mascherine a ospedali, medici di medicina generale, e strutture per anziani.

“Oggi avere una mascherina è come avere un tesoro”, aggiunge il governatore della Regione Luca Zaia. Ma non per inefficienza della Regione, “il problema è a livello mondiale perché la produzione non è sufficiente“. E così “c’è chi vende prodotti che non ci sono chiedendo il 100% del pagamento anticipato, ed evidentemente sono truffe, e poi ci sono competitor internazionali che intervengono e si accaparrano anche mascherine già destinate a chi le ha acquistate”.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Leggi anche:

10 Marzo 2020
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»