Turismo, anno dei record per il Veneto: prima regione in Italia

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Prima regione per arrivi e presenze, seguita da Trentino Alto Adige e Toscana
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VENEZIA – Il 2016 è l’anno dei record per il turismo in Veneto. Lo annuncia l’assessore al Turismo Federico Caner, oggi in conferenza stampa a palazzo Balbi, Venezia. Il record vale sia per gli arrivi (17.856.567, ovvero +3,5% rispetto al 2015), che per le presenze (65.392.328, ovvero +3,4% rispetto al 2015). Se però gli stranieri fanno registrare il record assoluto in entrambi i campi, con 11.525.916 arrivi (+2,8%) e 43.961.624 presenze (+4,1%), gli italiani fanno registrare il dato più alto della storia solo per quanto riguarda gli arrivi, 6.330.651 (+4,7%), mentre il record delle presenze, che pur crescono dell’1,8% rispetto al 2015, rimane quello registrato nel 2007. “Il dato è probabilmente legato alla capacità di spesa”, ipotizza l’assessore, notando che il numero delle presenze dei turisti italiani in Veneto è calato dal 2010 al 2014 e poi ha ricominciato una “lenta ma costante ripresa”. I record, comunque, non valgono solo rispetto ai dati storici del Veneto. La Regione si conferma infatti la prima in Italia per presenze turistiche, seguita dal Trentino e dalla Toscana. E gli arrivi vanno ancora meglio, specie se si guarda ai turisti stranieri, che sono 11,2 milioni, ovvero il 20,4% del totale in Italia. “Siamo una delle Regioni con maggiori presenze a livello europeo, per questo siamo dentro alla rete next tour e facciamo parte di programmi per incrementare gli arrivi in Europa”, spiega Caner. Guardando i dati comunitari, che però si riferiscono al 2015 perché mancano ancora i numeri registrati dagli altri Paesi, il Veneto è la quarta Regione in Europa per arrivi e la sesta per le presenze.

Federico Caner

“Se andassimo a calcolare anche tutto il sommerso questi dati migliorerebbero ancora di più”, afferma Caner, ricordando che la Regione è impegnata in un’azione tesa all’emersione delle attività ricettive abusive. “E in più i dati non comprendono quelli che si muovono in giornata“, magari spostandosi da una Regione all’altra, o da una provincia all’altra. A proposito di province, nel 2016 le venete fanno tutte registrare il record di arrivi, mentre Padova, Treviso e Verona registrano anche record di presenze. Unica nota stonata in questo panorama di successo del turismo veneto, il calo degli italiani al mare (-5%) ed in montagna (-0,5%). “Gli italiani preferiscono fare vacanze più corte, magari più spesso”, spiega Caner, “come dimostra l’aumento degli italiani che visitano le città d’arte venete. In più bisogna contare che tanti italiani che vanno al mare o in montagna vanno in appartamenti di loro proprietà, quindi non rientrano in questi dati”. Comunque, “stiamo lavorando con progetti speciali per tirare su mare e montagna”, aggiunge Caner. Qualche esempio? I bandi per il rinnovo delle strutture in montagna, (12,5 milioni messi dalla Regione e 30 milioni dal fondo Fesr), e le iniziative come il litorale sociale, che mira a rendere tutte le spiagge venete accessibili ai disabili. Analizzando l’andamento delle strutture si può notare che cresce la domanda di hotel a quattro e cinque stelle, a dimostrazione del fatto che chi si sposta “cerca la qualità”.

Gli ultimi dati presentati, infine, riguardano la provenienza dei turisti. Con 15,3 milioni di presenze i tedeschi continuano a farla da padroni, segnando tra l’altro il record storico. E record è anche per gli austriaci, secondi in classifica con 3,7 milioni di presenze, per gli inglesi, (2,6 milioni di presenze), gli svizzeri (1,9 milioni di presenze) e i polacchi (1 milione di presenze). Calano invece le presenze di cinesi ma questo è dovuto probabilmente al dato del 2015, falsato per via dell’Expo. Il dato del 2016, infatti, è in linea con quello del 2014 e dei precedenti. “Siamo di fronte ad un anno dei record grazie agli stranieri, ma anche al ritorno degli italiani”, conclude Caner, “è un successo che la Regione, ben conscia di aver di fronte la prima industria del Veneto (indotto da circa 12 miliardi, pari a più dell’8% del Pil regionale, ndr.), ha costruito nel tempo. I risultati sono merito anche di imprenditoria, studio ed innovazione. Sono sempre più convinto che il futuro di questa Regione sia turistico ed agricolo, settori che tra l’altro spesso si sposano, come succede nel turismo slow o con l’ecoturismo, che continuano a crescere”.

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