Dopo lo sgombero, a Bologna le femministe fanno irruzione in Comune/FT e VD

BOLOGNA - Arriva a Palazzo D'Accursio, sede del Comune
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BOLOGNA – Arriva a Palazzo D’Accursio, sede del Comune di Bologna, la protesta delle attiviste della “Consultoria TransFemminista Queer” sgomberata ieri da via Menarini. Stamattina, le protagoniste dell’occupazione hanno organizzato una biciclettata che si è conclusa in piazza Maggiore e lì hanno dato vita ad un presidio rumoroso, con l’obiettivo di disturbare la seduta solenne del Consiglio comunale e metropolitano convocato in forma congiunta in occasione della Giornata internazionale della donna. Una parte dei manifestanti è entrata nella sala del Consiglio ed un’attivista ha iniziato a leggere un comunicato mentre interveniva la presidente Luisa Guidone.

Gli altri manifestanti hanno esposto uno striscione e cominciato ad intonare cori contro l’amministrazione, proprietaria dei locali sgomberati. Una scelta “disdicevole e inopportuna”, ha affermato al microfono Guidone, intimando ai manifestanti e alle manifestanti di interrompere la protesta. L’appello è rimasto inascoltato e la presidente ha così chiesto più volte ai vigili di “intervenire“, anche rimuovendo lo striscione ed accompagnando attiviste e attivisti fuori dall’aula.

“La stampa non può fare interviste in questa sala”, ha anche sottolineato Guidone rivolgendosi ai giornalisti che stavano riprendendo ed osservando la scena. Gli agenti della Polizia municipale si sono avvicinati alle attiviste ma di fatto senza intervenire fisicamente. Dopo un paio di minuti dall’inizio della protesta, Guidone ha sospeso la seduta. Lanciato qualche altro coro, il gruppo manifestanti è tornato a sedersi, prima di lasciare l’aula intonando ancora altri slogan contro l’amministrazione. La sospensione della seduta è dunque durata pochi minuti e i lavori sono ripresi.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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