CLIMA, GLI EUROPEI SONO SURRISCALDATI E IMPREPARATI
Secondo i risultati di un’indagine condotta a livello europeo, i cittadini sono molto preoccupati per il caldo estremo e per gli altri effetti dei cambiamenti climatici, come gli incendi boschivi. L’indagine ha rilevato che molti cittadini non erano preparati ad affrontare la crescente frequenza e intensità di ondate di calore, inondazioni o carenze idriche nelle proprie abitazioni. I risultati dell’indagine sono stati analizzati nel rapporto ‘Surriscaldati e sottopreparati’, pubblicato dall’Agenzia Europea dell’Ambiente e dalla Fondazione Europea per il Miglioramento delle Condizioni di Vita e di Lavoro. Quattro intervistati su cinque hanno già subito almeno un impatto climatico come calore, inondazioni, incendi boschivi, scarsità d’acqua, vento, punture di zanzare e zecche negli ultimi cinque anni. Inoltre, oltre la metà degli intervistati si è detta molto o abbastanza preoccupata per le temperature estremamente elevate in futuro e si è sentita molto o abbastanza preoccupata per gli incendi boschivi. Un intervistato su cinque non ha adottato nessuna delle misure domestiche di protezione dalle condizioni meteorologiche estreme elencate nel sondaggio (ombreggiatura, aria condizionata o ventilazione, protezione dalle inondazioni, raccolta dell’acqua piovana, assicurazione contro le condizioni meteorologiche estreme). Oltre il 38% degli intervistati ha dichiarato di non potersi permettere di mantenere la propria casa adeguatamente fresca in estate.
INCENDI ESTREMI ESTATE 2025 NELLA PENISOLA IBERICA: ECCO FATTORI SCATENANTI
E’ stata la combinazione di condizioni meteorologiche estreme e di una vegetazione particolarmente predisposta alla combustione l’origine del record storico di superficie bruciata durante gli incendi che hanno colpito il Nord-Ovest della Penisola iberica nell’agosto 2025: è quanto ha ricostruito uno studio internazionale a cui hanno partecipato, per l’Italia, ricercatori e ricercatrici del Consiglio nazionale delle ricerche dell’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima e dell’Istituto di geoscienze e georisorse. La ricerca mostra che gli incendi non sono stati un evento isolato, ma si sono sviluppati in concomitanza con un’ondata di calore eccezionale durata 16 giorni. L’area interessata dagli incendi, pur rappresentando il 2% del territorio europeo, ha concentrato oltre il 50% della superficie totale percorsa dal fuoco in Europa fino alla fine di agosto, comprendendo circa 541.000 ettari su un totale di un milione complessivamente danneggiati dal fuoco. Emerge tuttavia che le condizioni meteorologiche estreme rilevate, pur essendo un fattore determinante, non spiegano da sole l’entità degli incendi.
LEGAMBIENTE: 30 PROPOSTE PER RILANCIARE LA MANIFATTURA
Trenta proposte, otto settori chiave, sei pilastri per rilanciare la manifattura italiana e renderla più competitiva e sostenibile. È quanto propone Legambiente con il suo ‘Libro bianco sulla riconversione green dell’industria italiana’, frutto di un lungo percorso di confronto dal basso con istituzioni, imprese, mondo del lavoro e della ricerca. Energia, bioeconomia, economia circolare, risorse idriche, agroecologia, velocizzazione degli iter autorizzativi, lotta all’illegalità, rafforzamento dei controlli sono i settori chiave al centro delle 30 proposte su cui occorre accelerare il passo avendo come pilastri: decarbonizzazione, circolarità, innovazione, legalità, nuova occupazione green e inclusione. L’Italia, per l’associazione ambientalista, deve colmare ritardi e vuoti normativi, superando iter troppo lenti e burocratici, alti costi energetici e il mancato rispetto delle norme ambientali, tutti ostacoli che a oggi ne frenano il pieno sviluppo.
IL CANCRO COLPISCE 1 CANE SU 4, TROPPE DIAGNOSI TARDIVE
Così come accade negli esseri umani, il cancro si afferma sempre di più come una delle principali malattie croniche negli animali da compagnia, favorito dall’aumento dell’aspettativa di vita. Attualmente si stima che 1 cane adulto su 4 sviluppi la malattia nel corso della sua vita, una proporzione che sale a circa il 50% nei cani con più di 10 anni. Nonostante l’elevata incidenza, molti casi continuano a essere diagnosticati tardivamente, non per assenza di segnali ma perché questi vengono spesso sottovalutati o attribuiti al normale processo di invecchiamento. Anche i fattori ambientali e lo stile di vita giocano un ruolo importante: l’esposizione prolungata al sole può aumentare il rischio di tumori della pelle negli animali dal pelo chiaro o con zone di pelle esposta, così come l’obesità, la sedentarietà e l’esposizione a determinati agenti chimici o inquinanti possono contribuire allo sviluppo della malattia.




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