ROMA – Era stata la cronaca di una tragedia sfiorata (https://www.dire.it/16-02-2023/873593-teramo-violenza-uomo-donna-figlia-strage-sfiorata/) quella accaduta a Teramo a gennaio 2023 e raccontata dalla Dire: i Carabinieri avevano trovato chiuse nell’armadio della camera da letto e “terrorizzate” la piccola Celeste di 4 anni e sua mamma Maria (nomi di fantasia). Il padre della bambina, ex di Maria, era piombato in casa sfondando la porta, aveva messo le mani al collo alla suocera ed era scattato il codice rosso. L’uomo, che aveva alle spalle anche un ricovero per problemi psichiatrici, dopo i fatti era stato rinviato a giudizio per maltrattamenti. Pochi giorni fa il Tribunale di Teramo ha deciso per l’affido super esclusivo della bambina (che oggi ha 8 anni) alla mamma e ha confermato la sospensione della responsabilità genitoriale dell’uomo, vietando ogni contatto con la bambina.
L’ESPERTA: “DUE BRAVI GENITORI, MA NELLA STESSA STANZA ENTRANO SUBITO IN CONFLITTO”
La storia è, come molte altre, quella di una donna che denuncia violenza, l’uomo era già finito rinviato a giudizio per maltrattamenti contro di lei. Nel 2022 il Tribunale di Teramo aveva deciso per l’affido condiviso della bambina sulla base dell’esito della Ctu che, invocando la bigenitorialità e parlando di conflittualità della coppia genitoriale, aveva chiesto la frequentazione con il padre e la mediazione familiare: “Sono due bravi genitori- scriveva la psicoterapeuta e mediatrice familiare– ma nella stessa stanza entrano subito in conflitto“. Non parlando quindi della violenza. Il provvedimento dell’affido condiviso era stato appellato e dopo l’episodio shock dell’armadio l’avvocata della mamma, Marina Marconato, aveva avviato un procedimento per la richiesta di affido super esclusivo della minore alla mamma.
AVVOCATO: “MADRE FIGURA DI RIFERIMENTO AFFETTIVO ESCLUSIVO E CENTRALE PER LA MINORE”
“Un provvedimento, quello del Tribunale di Teramo del 4 febbraio 2026- ha commentato alla Dire l’avvocata della mamma- che mette al centro l’interesse della minore, vittima di violenza assistita, a vivere in ambiente stabile e sicuro e a veder rispettata la sua volontà di non voler vedere il padre, responsabile di condotte violente. La madre si configura, allo stato, quale figura di riferimento affettivo esclusivo e centrale per la minore, in un contesto nel quale la bambina ha sviluppato un forte bisogno di protezione, prevedibilità e sicurezza emotiva. Ha correttamente valutato il fatto che il padre abbia nel corso del procedimento mostrato una limitata consapevolezza del disvalore delle proprie condotte e del pregiudizio arrecato alla figlia, avendo ricondotto l’episodio violento ad una reazione contingente alla deprivazione del rapporto genitoriale, piuttosto che ad una responsabilità personale”. Soprattutto “il Tribunale di Teramo pone la bambina in sicurezza stabilendo il divieto di contatti, di qualunque tipo, tra lei e il padre”, puntualizza l’avvocata. Il principio di tutto il ragionamento è che la bigenitorialità è il diritto del minore, non dell’adulto e non può prevaricare la sicurezza del bambino.
AVVOCATO: BENE ANCHE SULL'”EVENTUALITÀ DI RIATTIVAZIONE DEI CONTATTI”
“Fondamentale a questo proposito- spiega infine Marconato– anche il passaggio del decreto laddove subordina in futuro la eventualità di riattivazione dei contatti, in ambito protetto, non solo laddove l’uomo dimostri di avere seguito programmi di cura in strutture pubbliche ma anche e soprattutto, qualora ciò avvenga, se tale riavvicinamento sia compatibile con le esigenze emotive della bambina, recependo i giudici il principio che il rapporto tra un minore ed un genitore è un diritto del bambino ed è diritto recessivo rispetto alla sua sicurezza psicologica e fisica, come indica la Direttiva UE 2024/1385 del Parlamento Europeo del 14 maggio 2024 che, al Considerando 70, considera prioritario l’interesse del minore rispetto al diritto di visita del padre violento. Principi recepiti anche dal Libro Bianco della Ministra Eugenia Roccella e dal documento della Garante Nazionale dell’Infanzia e dell’Adolescenza Marina Terragni Prelevamento dei minori Facciamo il punto”.







