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Il fratello di Emanuela Orlandi: “L’inchiesta del Vaticano potrebbe durare pochissimo, la verità la sanno già”

Pietro Orlandi commenta la decisione del Vaticano di riaprire il caso legato alla 15enne scomparsa il 22 giugno 1985: "Voglio pensare positivo, non cederemo di un passo fino alla verità"

Pubblicato:10-01-2023 16:15
Ultimo aggiornamento:15-01-2023 12:33
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ROMA – L’inchiesta sulla scomparsa di Emanuela Orlandi, risalente ormai a 40 anni fa, “potrebbe durare pochissimo”. È la convinzione, unita ad un forte auspicio, del fratello Pietro, impegnato nella ricerca della sorella praticamente dal giorno della scomparsa. “L’apertura di un’inchiesta in Vaticano – ha scritto sui social – sul rapimento di Emanuela, dopo 40 anni, se fatta veramente con la volontà e l’onestà di fare chiarezza una volta per tutte e dare finalmente giustizia ad Emanuela, potrebbe durare pochissimo. Non sarebbe necessario fare lunghissime indagini perché la verità già la conoscono, basta raccontarla. Altrimenti spero mi convochino prima possibile per poter verbalizzare”.

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Comunque, ha aggiunto Pietro Orlandi, “non posso non essere contento e come sempre, voglio vedere il bicchiere mezzo pieno e pensare positivo“. Il fratello della 15enne scomparsa il 22 giugno 1985 a Roma ha poi rinnovato l’appuntamento al sit-in di sabato: “Ci vediamo, con chi vorrà e potrà, sabato alle 16.30 a Largo Giovanni XXIII, per ricordare Emanuela e per ricordare che noi non cederemo mai di un passo fino alla verità“, ha concluso Orlandi.


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