Castaldo (M5s): “L’Emilia Romagna sarà la Stalingrado di Salvini”

Fabio Massimo Castaldo, vicepresidente del Parlamento europeo e dirigente del M5s, intervistato dall'Agenzia Dire
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ROMA – Le elezioni in Emilia-Romagna potrebbero essere “la Stalingrado di Matteo Salvini”, segnando la fine del predominio leghista nei voti regionali: cosi’ all’agenzia Dire Fabio Massimo Castaldo, dirigente del Movimento Cinque Stelle nonche’ vicepresidente del Parlamento europeo. “Vedo queste elezioni come la possibile Stalingrado del predominio della Lega nei sondaggi degli appuntamenti regionali” sottolinea Castaldo.

“Forse non e’ un caso che Salvini stia spendendo ora tante energie: si rende conto che se ci dovesse essere per la prima volta un rigetto del suo schema, che gli ha permesso di vincere elezioni comunque importanti come la Sardegna, l’Abruzzo e altre regioni che sono andate al voto di recente, cio’ avrebbe ripercussioni a livello nazionale”.

Rispetto alle elezioni del 26 gennaio, il vicepresidente del Parlamento Ue parla anche della posizione e delle aspettative del Movimento Cinque Stelle. “Credo sia fondamentale sostenere al massimo la nostra lista e il programma ambizioso che e’ anche frutto del lavoro importante svolto dai nostri consiglieri regionali” dice Castaldo.

Che, alla luce dei sondaggi non favorevoli al candidato M5S Simone Benini, aggiunge: “Penso che ogni singolo elettore possa fare una riflessione su quella che sara’ la scelta sul singolo candidato presidente, su chi potrebbe meglio incarnare le istanze contenute nel nostro programma”. L’ipotesi e’ quella del voto disgiunto, sulla base di “una valutazione in coscienza”.

La precondizione, invece, che gli elettori siano consapevoli che “non basta vincere ma che poi bisogna saper governare”. “Le regioni che in questo momento sono guidate dal centro-destra stanno fallendo miseramente” dice Castaldo. “Abbiamo gia’ la Sardegna, la Basilicata e – notizia di oggi – la Sicilia che sono andate in esercizio provvisorio; e purtroppo esercizio provvisorio vuol dire che investimenti sono bloccati e che queste regioni non potranno dare risposta importanti in termini di rilancio investimento per far crescere occupazione perche’ giunti non sono stati capaci in tempi utili di un bilancio approvato”.

CASTALDO: LEGA TRASUDA NERVOSISMO DELLA DISPERAZIONE

Ci sono il nervosismo della disperazione, la paura per la flessione nei sondaggi e ancora l’incoerenza delle scelte dietro le firme leghiste per il referendum contro la legge sul taglio dei deputati: cosi’ all’agenzia Dire Fabio Massimo Castaldo, dirigente del Movimento Cinque Stelle nonche’ vicepresidente del Parlamento Ue.

“Mi sembra la classica mossa del nervosismo della disperazione” denuncia l’eurodeputato. “Salvini si rende conto che il tempo sta scorrendo inesorabile e comincia a subire una flessione importante anche nei sondaggi legata alla capacita’ degli italiani di rendersi conto della bolla mediatica che lo aveva portato a percentuali che non corrispondono al radicamento nel territorio di un partito che nasceva fortemente regionalista e addirittura secessionista e che ha cercato poi di sciacquare la propria immagine come movimento nazionalista”.

Secondo Castaldo, “trasuda nervosismo dalla volonta’ della Lega di andare a firmare per un referendum contro una riforma che ha votato ben quattro volte in varie letture tra Camera e Senato”. Rispetto alle firme, decisive per la validazione in Cassazione, il vicepresidente del Parlamento Ue denuncia “il prevalere del tatticismo e dell’interesse del partito sull’interesse nazionale e sulla coerenza delle scelte”.

Secondo Castaldo, il contesto sarebbe segnato anche “dalla paura per un riequilibrarsi dei poteri” all’interno del centro-destra. “Non e’ un mistero che Fratelli d’Italia e Giorgia Meloni stanno salendo molto nei sondaggi” dice il dirigente del Movimento Cinque Stelle. “Forse la Lega teme di rimanere schiacciata da un governo, a trazione Pd-M5S, che con un orizzonte temporale adeguato puo’ centrare i suoi obiettivi”.

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10 Gennaio 2020
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