Se nevica senza Jeep non si va a scuola, guerra a spot Fca: “È classista e bimbi non sono pacchi”

Ciclisti e ambientalisti chiedono il ritiro dell'ultimo spot della jeep Renegade, perchè "incita all'uso dell'auto e educa i bimbi al classismo"
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BOLOGNA – Una nevicata memorabile e un bimbo che sta andando a scuola accompagnato dal papà in Jeep. Guarda fuori dal finestrino, vede altri bambini che giocano a palle di neve e lui invece va a scuola, cantando ‘All by myself’. Poi, varcata la soglia dell’aula, si ritrova solo soletto al banco. A scuola non c’è nessuno. E fuori nevica forte. La solitudine si spezza poco dopo perchè arriva un’amichetta, che fa illuminare lo sguardo del bambino. E fuori un’altra Jeep sgomma via. “Non tutti i genitori guidano una jeep“, si legge. È la breve storia che viene raccontata nella nuova pubblicità della Jeep Renegade e Jeep Compass di Fca: il tutto fa scappare un sorriso a chi guarda, vuoi per il fascino irrinunciabile della neve, vuoi per l’assurdità della situazione raccontata, vuoi per il lampo di genio -innegabile- degli agenti pubblicitari. Ma non è così per tutti. Ciclisti e ambientalisti, infatti, non hanno sorriso neanche un po’. Anzi si sono proprio infuriati. E hanno scritto una lettera che spara a zero sulla pubblicità: perchè esorta all’uso dell’auto, è classista e ancor peggio mina i diritti dei bambini, presentandoli come ‘pacchi’. E poi e se ne frega pure dell’ambiente e degli stili di vita ‘sani’. Per chi scrive “è davvero troppo“.

Ciclisti e ambientalisti vorrebbero che questo spot sparisse, ne chiedono il ritiro perchè, a parer loro, non rispetta la normativa che disciplina la presenza dei bambini nelle pubblicità. Esortano poi a “porre un freno” agli spot di auto che “inneggiano a comportamenti e stili di vita negativi. Sono davvero troppe, e di pessimo gusto”. A firmare la lettera sono le associazioni aderenti alla campagna Strade Scolastiche: è un lungo elenco. Tra loro, le Famiglie senz’auto, Bike To School, Salvaiciclisti, Genitori antismog Milano, Cittadini per l’aria. E tanti altri.

Quello spot di Fca, accusano le varie sigle nella loro lettera, è mica grave, gravissimo. “Non c’è giorno che passi, senza una strage causata dalla motorizzazione selvaggia. Eppure le pubblicità di auto continuano a tartassare l’immaginario collettivo, senza alcun controllo, senza alcun ritegno”, scrivono nell’incipit della lettera.

“Ci rendiamo conto- prosegue la lettera- che l’industria automotive non sa più cosa inventarsi, per spingere la gente ad acquistare le auto, ma quando si toccano i diritti dei bambini è troppo, davvero troppo”. Ricordano di essersi mossi, nei mesi scorsi, per protestare “contro la pubblicità di un’Alfa Romeo che seminava il terrore correndo a folle velocità tra le vie di Firenze“. Ora succede nuovamente e loro si trovano costretti a denunciare questa nuova pubblicità. In cui vedono questo: “Bambini soli, trasportati come pacchi, sacrificati sull’altare dei capricci degli adulti, spronati al classismo fin da piccoli, inascoltati nei loro bisogni e nei loro diritti naturali. Il diritto a muoversi per la strada a piedi o in bici, a sperimentare anche le intemperie, a socializzare coi coetanei, a giocare in modo spontaneo. Ricordiamoci che portare i bambini in auto a scuola aumenta il traffico, l’inquinamento e gli incidenti, che le auto sono la prima causa di morte per i bambini tra cinque e 14 anni in Europa, e molti incidenti avvengono davanti alle scuole. L’Italia ha un tasso di mobilità sostenibile nei tragitti casa-scuola tra i più bassi in Europa, ed è anche uno dei paesi dove l’obesità infantile è più alto”. Insomma, un concentrato di errori gravi da tutti i punti di vista. 

Le associazioni, sul piede di guerra, rinnovano l’appello a portare a termine la riforma del Codice della Strada relativa alle strade scolastiche (che prevede aree car free davanti alle scuole) e chiedono appunto di “porre un freno alle pubblicità di auto che inneggiano a comportamenti e stili di vita negativi. Sono davvero troppe, e di pessimo gusto”. Tornando allo spot nello specifico, questa è la richiesta delle associazioni: “Chiediamo il ritiro della campagna pubblicitaria in oggetto, per violazione del Codice di autodisciplina della comunicazione commerciale (art.14 “bambini e adolescenti”). D’ora in poi- concludono- vogliamo vedere più pubblicità progresso (molto più frequenti oltralpe), che incentivano la mobilità attiva dei bambini e i loro diritti naturali”.

Questo l’elenco completo delle associazioni aderenti alla campagna ‘Strade scolastiche’ che hanno firmato la lettera: Famiglie senz’auto, Bike To School, Salvaiciclisti, Fiab, Bikeitalia.it, UPPA un pediatra per amico, Italian Cycling Embassy, Kyoto Club, Alleanza per la Mobilità Dolce, Legambici Legambiente, Genitori Antismog Milano, Cittadini per l’Aria, Turismo senz’auto, Massa Marmocch, Fondazione Michele Scarponi, Rete Vivinstrada, Fondazione Guccione, Associazione Culturale La Gru (Germogli di Rinascita Urbana), Milano Bicycle Coalition, Associazione Culturale Pediatri PUMP “Pediatri per un mondo possibile, Associazione HubMat Olbia, Napoli Bike Festival.

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10 Gennaio 2020
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