Gualtieri: “Rilancio della Popolare di Bari entro metà dell’anno”

Gualtieri, nel corso dell'audizione alla Camera sulla Popolare di Bari evidenzia il "senso di responsabilità del sistema bancario italiano"
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – “La ristrutturazione e il rilancio della banca Popolare di Bari” avverrà “entro la metà dell’anno”. Lo dice il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, in audizione alla Camera in commissione Finanze. “Questo progetto prevede a regime la trasformazione della banca in società per azioni- ricorda- con la copertura delle perdite che emergeranno a seguito delle valutazioni dei commissari e dell’ispezione della Banca d’Italia”. Poi ci sarà “la contestuale ricapitalizzazione della banca da parte di Mcc, del Fitd e di investitori privati che potranno auspicabilmente essere individuati”, sottolinea. Il calendario “ottimale che stimiamo”, spiega Gualtieri, prevede che per “aprile 2020 la banca Popolare di Bari trasmetta a Fitd e a Mcc il piano industriale definitivo, l’indicazione del fabbisogno e l’importo dell’aumento del capitale anche alla luce della pulizia di bilancio tramite la cessione degli Npl”. Quindi, prosegue il ministro, “auspichiamo che l’interlocuzione con la Commissione europea si concluda positivamente entro i primi di giugno in modo che entro la fine di giugno si possa convocare l’assemblea per la trasformazione in spa e per l’aumento di capitale”. La trasformazione in spa è “necessaria e fondamentale”, ribadisce.

Gualtieri, nel corso dell’audizione alla Camera sulla Popolare di Bari evidenzia il “senso di responsabilità del sistema bancario italiano che attraverso il Fondo interbancario di tutela dei Depositi (Fitd) ha scelto di assumere l’onere economico di salvataggio e ristrutturazione, ulteriore elemento che conferma la capacità di reazione e coesione rispetto a situazioni di difficoltà”.

La banca Popolare di Bari deve presentare “un piano industriale robusto e credibile sulla base del quale Mediocredito centrale potrà definire il proprio intervento, nel quadro della propria autonomia imprenditoriale”, seguendo “logiche di mercato e nel rispetto della disciplina sugli aiuti di Stato”, specifica Gualtieri.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Leggi anche:

10 Gennaio 2020
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»