Mamme-imprenditrici, che fatica. Ma a Bologna la Camera di commercio le aiuta

Contributo fino a 12.500 euro per permettere alle donne di continuare a fare impresa una volta diventate mamme
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BOLOGNA – Donne che allattano tra le padelle della cucina del loro agriturismo. Donne che si portano il bebè in ufficio perché non saprebbero a chi affidarlo e il posto all’asilo nido non c’è. Donne ribattezzate dai colleghi ‘operations manager’, perché capaci di organizzare al secondo la giornata in modo da conciliare l’accudimento di cinque (sì, cinque) figli con la necessità di mandare avanti la web agency di famiglia. Donne imprenditrici che, soprattutto, non intendono rinunciare al lavoro che amano ‘solo’ perché sono diventate mamme. Dopo aver raccolto le loro storie, la Camera di commercio di Bologna, prima in Italia, mette a disposizione un contributo alle imprenditrici che diventeranno madri nel corso del 2020: un milione di euro a fondo perduto che potranno essere utilizzati per coprire i costi della babysitter o dell’asilo nido, per aumentare l’organico dell’azienda per far fronte alla minore presenza in ufficio, allestire postazioni di lavoro a casa, acquistando computer, portatili o notebook, stampanti, scanner, attivare collegamenti internet ad alta velocità. I soldi potranno finanziare anche la collaborazione con temporary manager. Il contributo massimo per ogni neo-mamma imprenditrice (iscritta alla Camera di commercio) è di 12.500 euro.

“Il punto è l’amore per il lavoro. Noi dobbiamo impedire che a tutte donne che amano il proprio lavoro e sono imprenditrici di abbandonare il lavoro quando diventano madri”, spiega il presidente della Camera di commercio di Bologna, Valerio Veronesi, illustrando i contenuti del bando (si potrà fare domanda dal 14 settembre al 16 ottobre, per la graduatoria vale l’ordine cronologico di presentazione delle domande).

“Tutto questo dovrebbe permettere a queste donne di non sentirsi sole, di pensare che, nello sforzo di portare avanti l’impresa, qualcuno ha pensato a loro. Gestire un’impresa richiede un impegno costante, ogni giorno a qualsiasi ora. Farlo con un neonato è una avventura tanto bella quanto impegnativa”, aggiunge Veronesi. “Speriamo di contagiare tutte le altre Camere di commercio”, incrocia le dita la consigliera della Mercanzia, Donatella Bellini. “Questo progetto dà valore e importanza al lavoro della donna. Si tratta di una misura che non esiste altrove, in nessun programma di governo. Le mamme vanno aiutate, ma non bisogna perdere le competenze e il lavoro che fanno“, sottolinea un’altra consigliera camerale Maria Vittoria Pegoli. “Il Paese è in ritardo sul sostegno alle madri lavoratrici autonome. Misure come questa garantiscono la continuità d’impresa e l’attrattività dei territori grazie all’infrastrutturazione sociale”, osserva la presidente di Legacoop Rita Ghedini. L’intenzione della Mercanzia è rendere strutturale questo intervento, che per il 2020 assorbe un milione dei circa sei messi in campo dalla Camera di commercio per l’economia bolognese. “Giovani e donne sono le nostre priorità. Vogliamo diventare una città dove far crescere le imprese e attrattiva per le nuove generazioni”, conclude Veronesi.

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10 Gennaio 2020
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