Firenze abbassa l’Imu alle librerie e alle startup antidegrado

Sgravio anche per le botteghe storiche. Le novità di bilancio sono tre
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FIRENZE – C’è lo spazio anche per una ‘carezza’ al mondo del libro nel bilancio di previsione 2017 del Comune di Firenze. Palazzo Vecchio, infatti, ha introdotto nella manovra tre nuove agevolazioni Imu: in particolare, una riduzione del 30% per librerie già esistenti, nel caso di proprietari gestori, o che saranno aperte nei prossimi tre anni anche in locali affittati (misura indirizzata a proprietari di fondi che daranno il proprio spazio in affitto per accogliere i libri). Stessa riduzione per le botteghe storiche a vantaggio dei proprietari e gestori di immobili. Ma anche, ecco la terza novità, una nuova fattispecie di sgravio per le imprese giovanili, cioè per gli under 35 (sia proprietari di immobili che in locazione) in aree degradate che verranno individuate dalla giunta.

“L’obiettivo- spiega l’assessore al Bilancio Lorenzo Perra- è quello di introdurre misure sperimentali, partendo da via Palazzuolo, per agevolare i proprietari degli immobili che danno in locazione i fondi per attività di start up giovanili. Un tentativo secondo noi interessante di rilanciare aree, strade e piazze della città che hanno bisogno di agevolazioni specifiche di natura economica”. Nella manovra inoltre restano invariate le aliquote Imu e sono confermate tutte le agevolazioni già previste: come quella su Imu per cinema, teatri e scuole, nonché per gli immobili abusivamente occupati, oltre a quelle introdotte dalla legge di stabilità dello scorso anno per gli immobili dati in comodato a figli e genitori o per quelli a canone concordato. Quella sulle agevolazioni Imu, sottolinea Perra, “è una scelta che costa al Comune circa 400-500.000 euro l’anno”. Inoltre visto il gettito Imu delle librerie fiorentine, che si aggira intorno ai 150.000, lo speciale sgravio libri rientra in un ordine di grandezza di poco inferiore ai 50.000 euro.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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