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Esplode ordigno improvvisato in Mali, morti sette peacekeeper Onu

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El-Ghassim Wane (Minusma): "Aggressione vile, potrebbe anche trattarsi di un crimine di guerra"
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ROMA –  Almeno sette caschi blu della Missione delle Nazioni Unite in Mali (Minusma) sono morti quando il convoglio dell’Onu a bordo del quale viaggiavano ha colpito un ordigno esplosivo improvvisato su una strada nel circondario di Bandiagara, nel centro del Paese. Stando a quanto riferito dalla stessa Minusma in una nota, la detonazione è avvenuta mentre i mezzi Onu stavano attraversando una strada che connette i comuni di Douentza e Sévaré.

Tutti i militari deceduti sono di nazionalità togolese. Altri tre caschi blu sono rimasti “gravemente feriti”. Il capo di Minusma, El-Ghassim Wane, ha definito l’aggressione “vile” e avvertito che potrebbe anche trattarsi di un crimine di guerra. Tramite il suo ufficio, il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, ha “esortato le autorità maliane a non lesinare sforzi per identificare gli autori di questo attacco in modo che possano essere assicurati alla giustizia”. Cordoglio è stato espresso anche dalla rappresentante speciale dell’Unione Europea per il Sahel, Emanuela Del Re, cha ha dedicato un pensiero alle famiglie delle vittime e ha ribadito che “la stabilizzazione del Mali è sempre più urgente”. Nel centro e nel nord del Paese sono attive da anni milizie sia di ispirazione jihadista che separatiste tuareg. Lunedì altri due ‘peacekeeper’ dell’Onu erano morti in un attacco, mentre la settimana scorsa 31 civili hanno perso la vita in un incursione in un villaggio situato sempre nel circondario di Bandiagara.

Le comunità locali hanno avviato da giorni una mobilitazione di disobbedienza civile per chiedere una maggiore presenza delle forze armate nell’area. Mercoledì il ministro della Difesa, il colonnello Sadio Camara, si è recato proprio a Bandiagara per parlare con i residenti. 

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