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Zaia: “Il Veneto non è la regione con più positivi al Covid, ma quella che fa più tamponi”

Secondo il governatore, "in Veneto il virus è presente nello 0,8-1% della popolazione a farla grande", ma sta valutando ulteriori restrizioni per evitare assembramenti
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VENEZIA – “Il Veneto non è la Regione con più positivi in Italia; è la Regione che trova più positivi ogni giorno perché li andiamo a cercare“. Così il presidente della Regione Veneto, torna sui dati relativi all’emergenza coronavirus. “Stiamo completando uno studio- spiega-, in Veneto il virus è presente nello 0,8-1% della popolazione a farla grande”. 

“Il numero assoluto non vuol dire niente”, continua Zaia, “a noi interessa la percentuale di positivi sul tampone“. Perché “noi facciamo 60.000 tamponi al giorno e i nostri dati non sono paragonabili a quelli di chi ne fa 16.000”. Bisogna poi considerare che anche scorporare i dati relativi ai tamponi molecolari, così da poter e fare un confronto con i dati di Regioni che non eseguono test rapidi, non sarebbe corretto. Perché in Veneto chi risulta positivo ad un test rapido viene poi sottoposto a tampone molecolare per conferma della diagnosi e quindi “non è una normale ricerca di positivi, il dato è anomalo“, conclude Zaia.

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Solo quello che “può essere standardizzato può essere confrontabile”, aggiunge la direttrice del dipartimento di prevenzione regionale, Francesca Russo, sottolineando che le Regioni hanno “modalità di calcolo e strategie diverse che non sono confrontabili“. Ad esempio, il Lazio non sottopone a tampone i contatti stretti di positivi che rimangono asintomatici, che sono quindi in quarantena per 14 giorni ma non rientrano nel monitoraggio, spiega Russo. Il Veneto invece sottopone a tampone anche i contatti stretti asintomatici, e tra questi trova ovviamente dei positivi.

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ZAIA STA VALUTANDO RESTRIZIONI AGGIUNTIVE

“Noi mandiamo i dati giornalmente- spiega Russo-, il martedì c’è un confronto tra tecnici di Regione e ministero, dopodiché il ministero redige un report che presenta al Cts e alla cabina di regia che fanno una valutazione dello scenario di rischio. Secondo me, il nostro scenario non è peggiorato a tal punto da portarci in area arancione”. Per quanto riguarda la possibilità di introdurre restrizioni aggiuntive nel caso in cui il Veneto dovesse rimanere in area gialla, come già fatto in precedenza con l’ordinanza scaduta lo scorso 4 dicembre, “stiamo valutando ulteriori elementi per limitare assembramenti”, chiarisce Zaia.

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