Usa, natività ‘in gabbia’: “E’ il presepe anti-Trump”

La reverenda: "Gesù separato da genitori come 5.500 bambini"
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ROMA – La Chiesa metodista di Claremont, in California, come ogni luogo di culto cristiano ha allestito il suo presepe. La sola differenza e’ che la reverenda Karen Clark Ristine ha deciso di collocare Maria, San Giuseppe e il Banbinello all’interno di gabbie ad altezza d’uomo, separate l’una dall’altra, in aperta polemica con le nuove politiche migratorie americane.

A rilanciare la foto del presepe di Claremont e’, tra gli altri, anche Cecilia Strada, la figlia dei fondatori di Emergency – Gino Strada e Teresa Sarti – che in un tweet cita le parole della reverenda Ristine: “Immaginate Gesu’ che viene separato dai suoi genitori e messo dietro le sbarre di un centro di detenzione, come e’ successo a piu’ di 5.500 bambini negli ultimi tre anni”.

Ha destato polemiche infatti la stretta data dall’amministrazione di Donald Trump alle richieste d’asilo per i migranti che giungono dal confine col Messico. Le nuove politiche prevedono la chiusura nei centri di prima accoglienza anche dei minori, che vengono cosi’ separati di forza dalle famiglie, anche in tenera eta’. A testimoniare la gravita’ del fatto, reportage giornalistici che mostrano i bambini chiusi in vere e proprie “gabbie”.

Secondo il Fondo dell’Onu per l’infanzia (Unicef) poi, tra gennaio e agosto di quest’anno 32mila minori sono stati riportati dagli Stati Uniti e dal Messico in El Salvador, Guatemala ed Honduras, sulla scorta di nuovi accordi sull’immigrazione siglati nella regione. Una pratica che, come ha denunciato l’Unicef, rischia di esporre questi bambini – provenienti da contesti di violenza e poverta’ – a gravi rischi.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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