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Il dolore di Liliana Segre: “Temo che, morti tutti i testimoni, i negazionisti vincano”

liliana segre
La riflessione della senatrice a vita dopo la scomparsa di Piero Terracina, superstite di Auschwitz
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ROMA – “Man mano che scompariamo tutti, quei pochi, pochissimi che restano, sono sempre più soli e sono sempre più preoccupati che tutto sarà dimenticato e che tutti i morti, saranno morti invano”. Così Liliana Segre senatrice a vita, sopravvissuta ai campi di concentramento nazisti, parlando su Rai Radio1 all’interno del programma Radio1 In Viva Voce, condotto da Ilaria Sotis e Claudio De Tommasi.

“La morte di Piero (Terracina, ndr) non credevo che sarebbe avvenuta molto presto. Ci incontravamo molte volte a testimoniare davanti a centinaia di ragazzi. Eravamo tutti e due persone positive. Eravamo come due fratelli. C’era una fratellanza profonda, di intenti”, racconta.

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“Purtroppo non sono ottimista: nel senso del ricordo della Shoah. Poi dopo, quando parlo agli studenti e li invito ad essere forti, ad avere fiducia in loro stessi, questo è un messaggio da nonna, a prescindere dalla Shoah. Penso che la storia va avanti, che le cose si dimenticano e che la politica di uno Stato può cambiare. Temo che quando saremo morti tutti, vittime e carnefici, la storia si potrà cambiare e i negazionisti possano avere vinta una loro partita”, spiega.

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