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Higo Bank, dopo il terremoto Kumamoto tornerà “meglio di prima” con la “ricostruzione creativa”

Trasformare una sciagura in qualcosa di utile per la collettività e il futuro
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Fukuoka (Giappone) – Dopo un terremoto giunto solo quattro mesi prima di quello di Amatrice e del Centro Italia a Kumamoto la parola d’ordine è “ricostruire meglio di prima” e la si declina con il principio della “ricostruzione creativa”, ricordando che “come banca locale, dobbiamo aiutare la crescita dell economia locale“. Satoshi Tsuchiyama, amministratore delegato e direttore esecutivo della Higo Bank di Kumamoto, lo dice alla DIRE parlando dei progetti in corso nella prefettura giapponese parte di un territorio, quello nipponico, che con l’Italia condivide la bellezza, la ricchezza ma anche i rischi sismici.

Un sisma, quello avvenuto tra il 14 e 16 aprile 2016 fra il centro di Kumamoto e le pendici del Monte Aso, il più grande vulcano dell’isola del Kyushu, nel sud-ovest del Giappone, ha danneggiato anche il patrimonio artistico dell’area, come il locale castello e il santuario di Aso. “Il Castello di Kumamoto, il simbolo storico, avrà bisogno di oltre 20 anni per esser ricostruito come prima- spiega Tsuchiyama- mentre per quanto riguarda la parte del torre del castello (chiamato in giapponese ‘Tenshukaku’), il restauro verrà completato nel 2019”.
A causa del terremoto dal punto di vista economico “c’è stato un danno al territorio superiore a 28 miliardi– prosegue l’amministratore delegato e direttore esecutivo della Higo Bank- ma grazie al sostegno generoso del governo e delle istituzioni siamo usciti dalla fase di emergenza e siamo ora nella fase della ricostruzione)”.
Inoltre grazie a strumenti “come la privatizzazione dell’aeroporto di Kumamoto e di aree centrali della città, le stazioni, abbiamo accelerato il processo di ricostruzione ‘creativa’, cioè tendente a ricreare un ambiente migliore del precedente, e trasformare una sciagura in qualcosa di utile per la collettività e per il futuro. Tuttavia, a causa dei danni enormi, alcune parti della regione impiegheranno molti anni per risistemare le infrastrutture”.


Il terremoto di Kumamoto ha preceduto di poco quello di Amatrice e del Centro Italia. “I due terremoti sono accaduti con 4 mesi di differenza- spiega Tsuchiyama- Cinque anni prima ci sono stati, come ricorderete, il terremoto e maremoto del Tohoku del marzo 2011. Se parliamo di Fukuoka, invece, il più grande risale al 2005. Italia e Giappone hanno sperimentato entrambe le grandi catastrofi naturali del terremoto, ma per la ricostruzione possiamo scambiare le informazioni per migliorare la città o per prendere misure per ridurre i danni per il futuro”. Lo scorso anno la banca nipponica ha organizzato una raccolta fondi in favore di Amatrice nel nome della comune sofferenza e comune volontà di rinascita dopo il sisma.

Qual è il ruolo più utile che può interpretare banca in una situazione come quella della ripresa dopo una tragedia come un terremoto? “Non soltanto nella fase di ricostruzione della città, ma proprio come banca locale, dobbiamo aiutare la crescita dell’economia locale- spiega l’ad Higo bank- e pensiamo di accelerare la creazione del valore del territorio tramite i new business che abbiamo ideato“.
Il tema di fondo nella risostruzione della città di Kumamoto è “’build back better’, cioè ‘ricostruire meglio di prima’, con la parola chiave di ‘ricostruzione creativa’- dice Tsuchiyama- Come in Italia, nel territorio del Kyushu (tranne le province di Fukuoka e Okinawa), e quindi anche a Kumamoto, la popolazione si riduce drasticamente. Quindi per far crescere l’economia in una fase di riduzione della popolazione, dobbiamo alzare la produttività di ogni cittadino“. Per questo, prosegue, “è importante creare o migliorare business utilizzando sistemi avanzati di IT e IoT (Information technology e Internet of Things, ndr). E per mantenere la forza lavorativa avremo necessariamente bisogno di collaborare con lavoratori stranieri asiatici”.
Ma c’è dell’altro. Sul fronte delle energie rinnovabili, “Kumamoto è una zona ricca di risorse naturali. Dal monte Aso nasce la falda acquifera che alimenta molte province del Kyushu. Quindi abbiamo particolari risorse per la produzione di energia idroelettrica. Altra risorsa sono i forti venti, e quindi abbiamo anche centrali eoliche. Abbiamo anche centrali geotermiche che utilizzano il calore del vulcano”, spiega l’amministratore delegato e direttore esecutivo della Higo Bank, “siamo ricchi di risorse naturali che andranno utilizzate meglio di come abbiamo fatto finora, magari con grandi processi di privatizzazione, nell’ottica di quella che abbiamo chiamato ‘ricostruzione creativa’”.

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