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Foto di Andrea Bianchera
ROMA – Non ha ancora 30 anni, eppure Tedua ha già conquistato molto. Il suo ultimo disco – “La Divina Commedia” (il suo terzo progetto) – è stato un successo di classifiche e ascolti. Un doppio disco di platino a poco più di un mese dall’uscita – ora è a quota 3 – si è aggiunto a una lunga serie di certificazioni per oltre metà tracklist, grazie anche alle collaborazioni con Salmo, Marracash, Sfera Ebbasta, Rkomi, Lazza, Geolier, Baby Gang, Bresh e Kid Yugi. Solo per citarne alcuni.
Tedua non ha tradito le aspettative, nonostante i lavori per “La Divina Commedia” abbiano attraversato gli alti e i bassi della mancanza di idee e stimoli provocata dalla pandemia di Covid.
E tutto questo si riflette nelle date de “La Divina Commedia Tour”: ben 12 i sold out con oltre 105mila biglietti venduti. Ieri la prima di due tappe al Palazzo dello Sport di Roma, con fan in delirio che ascoltavano e cantavano i suoi pezzi già prima di varcare i cancelli della location.
Un viaggio tra i gironi dell’Inferno, che attraversa il Purgatorio e arriva in Paradiso. Tedua si psicanalizza, affronta i suoi limiti e rinasce. Il rapper è in formissima sul palco e per due ore piene non si allontana dal palco, se non per qualche cambio d’abito. Si avvicina al pubblico e si muove tra le rocce che ricreano gli immaginari descritti da Dante Alighieri nella sua Divina Commedia.
A catturare l’attenzione nella scenografia è la reintepretazione della “Porta dell’inferno” di Auguste Rodin, portata alla vita dallo studio Bearred Milano in collaborazione con Eleonora Peronetti, rinomata set designer e docente alla Naba. Al centro un enorme schermo led che riproduce quadri dipinti digitalmente da Marco Giacobbe e Davide Spazzadeschi, content producer di Milano.
L’effetto complessivo è da 10 e lode, perfettamente complementare al racconto messo in piedi da Tedua con questo disco. Un aspetto non trascurabile dato che è meno comune di quanto si pensi trovare questo connubbio nei live contemporanei.
Tra luci e ombre, fuochi e fumogeni, Tedua regala le sue barre, alcune dal sapore conscious: il giusto mix che potrebbe portarlo dritto al Teatro Ariston, al Festival di Sanremo. Il suo nome, non a caso, è spuntato nelle liste che provano ad indovinare chi saranno i BIG dell’ultima edizione di Amadeus. Potrebbe non piacere a tutti, ma i racconti evocativi del 29enne, al secolo Mario Molinari, potrebbe sorprendere e far bene, giocando in casa. È nato a Cogoleto, provincia di Genova che dista solo 118 km da Sanremo.
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I fan attendono questo momento che già l’amico di sempre Rkomi ha sperimentato nell’edizione 2021. Ieri il rapper è stato tra gli ospiti de La Divina Commedia Tour, insieme a Ketama126. Sul palco anche il saluto di Sick Luke, tra i produttori de “La Divina Commedia”, e Gianni Bismark. Tutti nel backstage ad attenderlo a fine concerto, come mostrano le immagini proiettate sullo schermo all’uscita di Tedua.
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