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Quirinale, Velina Rossa ‘vede’ la sfida Berlusconi contro Bindi

bindi berlusconi
E' lo scenario tratteggiato dalla Velina Rossa che passa in rassegna più candidature 'anti-berlusconiane'
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ROMA – Rosy Bindi contro Silvio Berlusconi. Si fanno sempre più concrete le ambizioni del Cavaliere per l’elezione al Quirinale. La sfida in Parlamento, dalla metà di febbraio, potrebbe riservare un’amara sorpresa al leader di Forza Italia. E’ lo scenario tratteggiato dalla Velina Rossa che passa in rassegna più candidature ‘anti-berlusconiane’, a cominciare da quella, particolarmente temuta nel centrodestra, di Rosy Bindi.

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Si dice che Berlusconi in questo momento non abbia avversari per il Colle. Noi siamo dell’avviso che ci sono troppi nomi che circolano, e come spesso accade penalizzano il genere femminile. In ogni caso non ci sorprenderemmo se al momento opportuno, schiere di neo-berlusconiani facessero convergere il loro voto segreto sul Cavaliere di Arcore. Contro il suo nome potrebbe nascere per la prima volta una candidatura femminile. Chissà una Rosy Bindi in grado di coalizzare tutti i voti ostile a Berlusconi“, spiega Pasquale Laurito, decano della Stampa Parlamentare e autore della Velina Rossa.

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Bindi in passato è stata oggetto di battute infelici da parte del Cavaliere (‘più bella che intelligente’, ad esempio) a cui ha sempre replicato a tono, facendosi anzi promotrice di una campagna a difesa dei diritti delle donne. Se in Parlamento riuscisse a coalizzare tutti gli scontenti, potrebbe fare del suo antiberlusconismo la chiave di volta della sua elezione al Colle. Sarebbe la prima donna. O quanto meno riuscire a sbarrare la strada al leader di Forza Italia.

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A facilitare i giochi per Berlusconi c’è però la tradizionale rissosità a sinistra. “C’è un vizio di origine da parte delle forze di centrosinistra ed è quello di bruciare in ogni occasione politica importante i propri leader. Questo apre molti vuoti in cui si possono inserire sia il Cavaliere che altre candidature nuove”.

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La Velina Rossa ironizza: “Per grazia di Dio, l’anagrafe benevola ci mette al riparo da una candidatura di Calenda che è diventato in questi ultimi tempi, come dicono a Napoli, il ‘petrusino’ buono per ogni minestra”.

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