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Roma, piccola vittoria per la 72enne Erminia: sfratto rinviato di un mese

centocelle presidio sfratto
Dopo la mobilitazione del quartiere di Centocelle e della rete solidale cittadina, rimandato al 7 dicembre lo sfratto dell'anziana signora, che è sola e percepisce soltanto l'assegno sociale
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ROMA – La signora Erminia, anziana di 72 anni e percettrice del solo assegno sociale, potrà restare nel suo alloggio a Via Filippo Parlatore, a Centocelle, ancora per un mese. Lo sfratto esecutivo che era previsto ieri è stato infatti rimandato al 7 dicembre, grazie alla mobilitazione del quartiere e della rete solidale cittadina. Ora l’Associazione Inquilini e Abitanti (Asia-Usb), pretende un intervento da parte dell’amministrazione comunale e della Regione Lazio.

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“L’impegno dei Servizi Sociali Municipali a contribuire, attraverso l’erogazione dei fondi previsti dalla delibera 154, al versamento di una caparra su un altro alloggio, è un aiuto prezioso per Erminia, ma senza la possibilità di accedere alla 163 per il contributo all’affitto (trattasi di fine locazione e non morosità) non è uno strumento risolutivo – scrivono in un comunicato – Sarebbe risolutiva invece l’assegnazione di una casa popolare da parte del Comune di Roma, avendo la signora presentato regolare domanda già nel 2014. Qui iniziano i problemi: non è mai stato assegnato un punteggio, gli uffici lavorano a goccia ed è quasi impossibile farsi ricevere, le case popolari sono insufficienti a far fronte sia alla graduatoria che alla nuova emergenza, ossia quella che si profila all’indomani del lockdown: 4.500 esecuzioni a Roma”.

Il sindacato presenta quindi le sue proposte per arginare quella che definisce “una mannaia sociale” che si sta abbattendo sulle fasce più emarginate della popolazione: l’immediato blocco degli sfratti e dei processi di gentrificazione, tassare gli immobili invenduti ed inutilizzati delle grandi proprietà, restituire all’edilizia pubblica il ruolo per cui è stata pensata, ed elaborare nuovi strumenti per finanziarla. “A questo punto o i soggetti pubblici, dal livello centrale a quello periferico, cominciano a progettare e finanziare una politica per la casa seria, corposa e lungimirante – si legge sul comunicato – oppure centinaia di migliaia di nuclei familiari si ritroveranno per strada senza che nessuno sia in grado di garantire il passaggio da casa a casa”.

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