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Tg Ambiente, edizione del 9 novembre 2021

Si parla di Cop26, Youth4Climate e bracconaggio
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– COP26, RISULTATI PRIMA SETTIMANA TRA LUCI E OMBRE

Seconda settimana per la COP26 di Glasgow. Qualche risultato è stato ottenuto, altri no: riprendendo gli impegni dell’Accordo di Parigi alla COP21 c’è un accordo di massima sull’impegno per mantenere il limite di +1,5 gradi di aumento della temperatura ma la Cina dice no all’impegno per emissioni zero al 2050 e lo sposta al 2060, mentre l’India va al 2070; 134 Paesi hanno promesso di fermare la deforestazione entro il 2030, ma è una promessa e non è nuova; 105 Paesi vogliono ridurre le emissioni di metano del 30% al 2030, c’è l’Unione europea ma il no di 8 suoi stati membri oltre a Cina, Russia e India; impegno di 25 Paesi Italia inclusa a interrompere i progetti fossili finanziati all’estero entro il 2022 e 40 Paesi si impegnano a uscire dal carbone, ma non firmano i pesi massimi Australia, India, Cina e Stati Uniti; la Banca Mondiale punta 25 miliardi di dollari l’anno sulla transizione ecologica ma si fatica a trovare i 100 miliardi di dollari l’anno promessi nel 2015 ai paesi più poveri, anche se diversi Paesi hanno rafforzato gli impegni; 450 banche, società di gestione e istituzioni finanziarie tra le maggiori del mondo da 45 Paesi, con un patrimonio totale gestito superiore ai 130mila miliardi di dollari, il 40% dei capitali finanziari mondiali, orienteranno i loro investimenti sulla traiettoria net-zero con 100mila roboanti miliardi di dollari per la transizione energetica pulita da qui al 2050. Il risultato? Questi nuovi obiettivi – in aggiunta a quelli già assunti – se onorati in pieno e in tempo conterrebbero l’aumento delle temperature globali a +1,8 gradi entro fine secolo, calcola l’Agenzia internazionale dell’energia. Certo, si supera il limite di +1,5 gradi ma per la prima volta i governi assumono obiettivi ambiziosi per restare sotto i +2 gradi quindi, dice la Iea, accogliamo con favore questo progresso ma serve cautela perché se i governi fanno promesse coraggiose per i decenni futuri l’azione a breve termine resta insufficiente.

– COP26, GRETA DURA: UN FALLIMENTO, SOLO BLA BLA BLA

Delusione dei giovani dei Fridays for future per i risultati sinora raggiunti dalla COP26 di Glasgow. A dar loro voce ancora una volta Greta Thunberg: “è chiaro a tutti che è un fallimento, un evento di pubbliche relazioni dove si fanno bei discorsi e begli annunci, ma poi i paesi del Global North rifiutano ogni drastica azione climatica”, ha arringato i giovani al termine della marcia di venerdì scorso. La COP “è una celebrazione del bla bla bla, e la gente piu’ colpita dalla crisi climatica resta inascoltata”, ha aggiunto la diciottenne attivista, ma “non possiamo risolvere una crisi con gli stessi metodi che l’hanno provocata” ha aggiunto chiedendo “un drastico e immediato taglio delle emissioni”. Severo il monito dell’ex presidente Usa Barack Obama, intervenuto lunedì: “non siamo nemmeno vicini dove dovremmo essere, nonostante i progressi di Parigi molti paesi non sono riusciti a mantenere le promesse fatte sei anni fa, ma quello doveva essere solo l’inizio, ora andiamo veloci qui a Glasgow”, dicendosi “deluso dalla scelta di Russia e Cina, tra i maggiori emettitori mondiali, di non presentarsi, riflettendo con i piani che presentano una pericolosa mancanza di urgenza da parte loro”.

– CINGOLANI: CON I GIOVANI YOUTH4CLIMATE PERMANENTE

Nonostante le proteste il sistema delle negoziazioni climatiche internazionali si apre ai giovani. “Youth4Climate è stata un’esperienza straordinaria per molti dei giovani coinvolti in questo processo e un’importante esperienza di apprendimento per tutti noi. Dopo l’evento milanese, il Manifesto Youth4Climate è stato sottoscritto da tutti i 400 giovani delegati e contiene idee e proposte concrete su molte sfide urgenti che vengono con la crisi climatica. L’Italia è orgogliosa di annunciare che il viaggio di Youth4Climate non finirà qui. Vogliamo trasformare questa esperienza in una piattaforma permanente e stabile per facilitare il coinvolgimento dei giovani di tutto il mondo con i rappresentanti del governo e i principali stakeholder per discutere le sfide e le soluzioni per far progredire l’azione per il clima. Dalla protesta alla proposta, insomma. Noi lo chiamiamo Youth4Climate Forever”. Così il ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani venerdì scorso a Glasgow, in occasione della giornata dedicata ai giovani, al loro impegno e al loro coinvolgimento. Uno Youth4Climate Hub coordinerà tutti questi sforzi e fungerà anche da piattaforma per supervisionare ulteriori opportunità per tutti i giovani di sviluppare azioni concrete.

– BRACCONAGGIO, ‘OPERAZIONE PETTIROSSO SULLE PREALPI

Il volo migratorio di migliaia di piccoli uccelli selvatici, tra cui pettirossi, tordi, pispole e crocieri, si è fermato tragicamente nelle trappole piazzate dai bracconieri nelle Prealpi lombardo-venete, che si conferma il più rilevante e impegnativo tra i sette “black spot” individuati dal Piano nazionale antibracconaggio. Contro questa odiosa pratica si è rivolta l”Operazione pettirosso’ condotta nelle scorse settimane dai Carabinieri forestali, coordinata dalla Sezione Operativa Antibracconaggio e Reati in Danno agli Animali e dal Raggruppamento Carabinieri Cites, con l’ausilio della Lipu. Notevoli i risultati: 139 persone denunciate per reati contro gli uccelli selvatici, un arresto per detenzione di arma clandestina e 3.336 uccelli sequestrati di cui 884 esemplari vivi e 2.452 morti, tra i quali molte specie non cacciabili e particolarmente protette dalle leggi, catturati o uccisi in modo illegale. Tra il materiale sequestrato anche 673 dispositivi illegali per la cattura degli uccelli, nonché 99 fucili e 5294 munizioni. Durante i controlli nei ristoranti sono stati trovati 300 esemplari, parte dei quali in cottura per la preparazione di piatti come ‘polenta e osei’ e altri spiumati e congelati.

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