Videogame Bologna: Ready? Fight!

Ieri la melina sul candidato sindaco giovane, oppure esperto, ma anche donna, e perchè no di strada, fino a quello "coi baffi", da ora il gioco si fa duro. È da vedere se i duri vorranno cominciare a giocare
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

BOLOGNA – La campagna elettorale a Bologna, sponda centrosinistra, si è improvvisamente (e finalmente) impennata. Dopo settimane che, come hanno notato alcuni ‘addetti ai lavori’, si sono contraddistinte per una serie di interviste ‘che non dicevano niente’, ecco irrompere le Sardine. Fosse una partita a briscola, è come se sul tavolo fosse piovuta una carta (‘carico’ o briscola, scegliete voi) di un certo peso che costringe ad una reazione all’altezza. Sì, perché stavolta l’altolà al teatrino della politica, l’avvertimento a non riportare in scena i “fantasmi del palcoscenico”, l’aver fatto un nome e un cognome (Andrea De Maria), l’esigere primarie di coalizione e l’endorsement per i tre assessori del sindaco Virginio Merola, l’aver spostato la titolarità a decidere chi sarà il candidato fuori dal recinto Pd… Insomma, la cosa ha fatto rumore. Si è alzato il livello.

LEGGI ANCHE: Bologna, per le Comunali Lepore si smarca dalle Sardine: “Niente muri”

Non più appunto un’intervista ‘tattica’ per ripetere i clichè su primarie sì-primarie no, sull’importanza di temi, programmi, candidato unitario… un ‘meccanismo’ su cui in casa Pd si sentivano scricchiolii e stanchezza. A furia di “ci vorrebbe un sindaco giovane”, oppure “esperto”, ma anche “donna”, e perché no “di strada”, si potrebbe dire, sorrideva un dirigente dem nei giorni scorsi, “che serve un sindaco coi baffi”: in fondo “son tutte tipizzazioni” per “segnalare che uno ha in mente un identikit”. Ma senza far nome e cognome. Era un ping pong di strizzatine d’occhio. E intanto c’è chi, come l’assessore Lepore, si è allacciato le scarpe iniziando la sua pre-campagna elettorale (dichiarazioni a favore dei metalmeccanici, visite ad aziende hi-tech… Il tutto segnalato da apposito ufficio stampa).

È che avanti così non poteva durare. Dietro a questo dibattito a bagnomaria c’era un tiro alla fune, e qualcosa si è rotto. Qualcuno ha letto l’uscita delle Sardine come una sponda a Lepore; il che vorrebbe dire che, dall’altra parte, il ‘partito’ che ne non digerisce la candidatura ha accelerato su un altro nome. E allora non si può più far finta di niente.

Ready, Fight!

È come nei videogame di arti marziali: c’è una fase, prima di iniziare lo scontro tra due ‘campioni’, in cui si possono scegliere diversi tipi di combattenti, con abilità differenti, si studia-si cerca il migliore. Poi però, viene il momento di misurarsi: compare la scritta “Ready” (pronti?), poi “Fight”, finché l’energia di uno dei due contendenti non è esaurita e si passa all’incontro successivo. Ecco, al di là degli interventi per smorzare i toni, Bologna è arrivata qui. Si è parlato pane al pane e vino al vino, come si dice. E la contesa si fa aspra e può essere lacerante. È da vedere dunque quale ‘energia’ dei contenenti Pd si esaurirà prima. E non è un male forse che le acque si siano smosse. Durasse ancora, questa specie di ‘limbo’ percepito dall’esterno non gioverebbe troppo a un partito che, pur forte del 40% in città, sembra avvitarsi e complicarsi parecchio la vita. Ma le partite ai videogame non durano tanto. Se questa si trascinasse troppo, diventerebbe forse non improduttiva, ma noiosa (per gli elettori). Di buono c’è che i match si vedono, dall’inizio alla fine, senza tattiche e tatticismi; tra i big, a viso aperto.  

Diventa quindi oltremodo ‘sfidante’ riuscire a mantenere l’impegno preso dal segretario Pd di Bologna, Luigi Tosiani: il candidato sindaco sotto l’albero di Natale.

 
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

Leggi anche:

9 Novembre 2020
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»