Al via Italia Africa Business Week: se diaspora vuole dire anche impresa

La manifestazione è giunta alla quarta edizione, quest'anno totalmente in digitale
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ROMA – La cooperazione allo sviluppo ma anche e soprattutto il ruolo delle imprese: temi al centro di Italia Africa Business Week, manifestazione giunta alla quarta edizione, quest’anno in formato digitale. In apertura dei lavori una riflessione sul ruolo delle diaspore. “Una risorsa straordinaria”, è stato detto, “in un mondo interconnesso e interdipendente”. Perché, si noti bene, non ci sono solo le rimesse inviate nei Paesi di origini: le diaspore sono attori di sviluppo nei Paesi dove risiedono e possono contribuire in modo decisivo a creare occasioni di impresa.

DEL RE: “È UN’OPPORTUNITÀ ANCHE PER LE PMI ITALIANE”

emanuela del reLe piccole e medie imprese italiane possono cogliere nuove opportunità in Africa puntando sugli strumenti a sostegno dell’internazionalizzazione, su una maggiore certezza giuridica e su una crescita delle competenze locali: lo ha detto oggi Emanuela Del Re, viceministra degli Affari esteri e della cooperazione internazionale. L’occasione delle dichiarazioni è stato il primo webinar della quarta edizione di Italia Africa Business Week (Iabw), dal titolo ‘Rebranding Italy in Africa’. Secondo Del Re, alcuni Paesi del continente sono stati colpiti dalle conseguenze della pandemia, in particolare quelli che restano dipendenti dalle esportazioni di “commodities“, le materie prime. Il quadro generale, però, sarebbe segnato da dinamismo e nuove opportunità. Del Re ha ricordato che, secondo dati relativi al 2019, l’interscambio Italia-Africa vale circa 19 miliardi e mezzo di euro. “Un dato che può sembrare importante ma che in realtà è ancora basso” ha detto Del Re: “Molti grandi investitori disdegnano ancora l’Africa, mentre c’è un dinamismo che con visione ampia e strategica può portare vantaggi”. Secondo la viceministra, “in Africa la classe media ha ora una capacità di spesa superiore a quella dell’India”. Del Re ha sottolineato che il contributo delle istituzioni italiane è indispensabile. “Devono mettersi al servizio delle imprese” ha detto. “Oggi anche le piccole e le medie possono affacciarsi all’Africa, avvalendosi degli strumenti a disposizione a sostegno dell’internazionalizzazione, di maggiori elementi di certezza giuridica e della crescita delle competenze locali”.

L’AMBASCIATORE COULIBALY: “A BAMAKO È IL MOMENTO DELL’ITALIA”

Creare commissioni miste per la cooperazione sia “bilaterale” che “subregionale”, consolidando il ruolo dell’Italia come partner di riferimento nel Sahel: è la proposta dell’ambasciatore del Mali a Roma, Ali Coulibaly, intervenuto a un webinar di Italia Africa Business Week. Al centro della sua riflessione l’apertura annunciata nei giorni scorsi di un’ambasciata d’Italia a Bamako. “Una decisione che mostra l’impegno verso il Mali, riconosciuto peraltro in tutto il Sahel e in tutta l’Africa” secondo Coulibaly. Convinto che un ruolo specifico Roma lo passa avere grazie alle sue “eccellenze” nel comparto dell’agroindustria e, in genere, con la “condivisione delle conoscenze”. Secondo l’ambasciatore, la nuova sede diplomatica dovrebbe essere operativa entro sei mesi. Ad agosto, con un intervento dell’esercito, a Bamako è stato destituito il presidente Ibrahim Boubacar Keita. Il nuovo capo dello Stato, “di transizione”, è Bah N’Daw, ufficiale in pensione, già ministro della Difesa.

MARRAPODI (FARNESINA): “CREIAMO LA RETE CON L’AFRICA”

Capire l’Africa e crescere insieme con l’Africa è possibile solo attraverso il dialogo con i suoi giovani, puntando su una rete delle università: parola di Giorgio Marrapodi, alla guida in Farnesina della Direzione generale per la cooperazione allo sviluppo (Dgcs).

Marrapodi ha citato il Forum internazionale del Gran Sasso, che si è tenuto a ottobre a Teramo, promosso dalla diocesi locale insieme con il ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale e quello dell’Università e della ricerca. “Nell’ultima edizione c’è stata la partecipazione di circa 30 rettori di atenei italiani e africani” ha detto Marrapodi: “Hanno tutti sottolineato la necessità di investire nei giovani e di cogliere le opportunità della digitalizzazione, proponendo un partenariato in materia di cultura e di istruzione”. Secondo il direttore, la cultura, insieme con il turismo sostenibile, sono un elemento del “brand Italia”.

IL MINISTRO MALGASCIO: “LE PMI ITALIANE SONO UN MODELLO”

Il modello italiano fondato su piccole e medie imprese può essere un riferimento per il Madagascar, che ha appena varato il piano One District, One Factory per garantire la produzione locale dei beni di consumo: lo ha detto oggi il ministro degli Esteri Djacoba Oliva Tehindrazanarivelo, intervenendo a Italia Africa Business Week. Nel corso del suo intervento, in collegamento web da Antananarivo, il dirigente ha evidenziato le opportunità di investimento che sarebbero legate a riforme e nuovi orientamenti politici. “L’Italia – ha detto Tehindrazanarivelo – è già uno dei dieci maggiori investitori internazionali in Madagascar, presente con 62 imprese, in particolare nel settore alberghiero e turistico e in quello dell’import-export”. Secondo dati citati dal ministro, tra il 2015 e il 2019 l’export di Antananarivo verso l’Italia è aumentato di circa il 4 per cento mentre nello stesso periodo sul piano bilaterale le esportazioni italiane sono cresciute del 10 per cento. A offrire nuove opportunità sarebbe sia il comparto dell’agrobusiness, con il ruolo giocato a livello locale da circa 22.000 produttori certificati, che lo sviluppo del turismo. “Sono stati individuati 25 siti e parchi naturali per lo sviluppo di complessi hotelieri e attività” è stato ricordato in un video presentato nel corso del webinar. “Vogliamo migliorare la connettività – ha aggiunto il ministro – anche potenziando le infrastrutture, dai porti per le navi da crociera agli scali internazionali”.

MAESTRIPIERI (AICS): “SEMPRE AL CENTRO NEI BANDI PROFIT”

L’Africa fa “la parte del leone” nei progetti di sviluppo finanziati grazie ai bandi profit dell’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics): lo ha sottolineato oggi il direttore Luca Maestripieri, citando anche dati relativi agli ultimi mesi.

“Abbiamo un bando specifico per il settore privato” ha ricordato Maestripieri. “In tutti e tre finora la parte del leone lo hanno fatto i progetti in Africa, 12 su 14 nel primo anno e 15 su 20 nel secondo; le procedure dell’ultimo sono invece ancora in corso, ma posso dire che il numero delle proposte è arrivato a 54 e oltre la metà di queste riguarda Paesi dell’Africa”. Nel suo intervento il direttore ha evidenziato che Aics garantisce finanziamenti e sostegno di iniziative differenti, con focus su temi cha vanno “dalla sostenibilità ambientale alla promozione del rispetto dei diritti umani, dallo sviluppo delle comunità locali alla creazione di lavoro dignitoso e di benessere per le popolazioni”.

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9 Novembre 2020
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