In Giappone le aziende rispondono alla crisi aumentando i prepensionamenti

Il rapido calo della domanda sta spingendo le aziende a tagliare i costi riducendo il personale. Alcune aziende hanno abbassato a 30 anni o addirittura a 20 anni il periodo contributivo
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TOKYO – Secondo quanto rilevato dal sondaggio condotto dalla società di ricerca specializzata Tokyo Shoko Research, nei primi dieci mesi del 2020 è raddoppiato il numero di aziende giapponesi che hanno introdotto programmi di pensionamento anticipato a causa della crisi innescata dalla pandemia di coronavirus. “Il rapido calo della domanda sta spingendo le aziende a tagliare i costi riducendo il personale. Alcune aziende hanno abbassato a 30 anni o addirittura a 20 anni il periodo contributivo dai circa 45 previsti, poiché hanno urgente bisogno di ridimensionare la loro forza lavoro in risposta al rapido peggioramento dei ricavi”, si legge in una nota della Tokyo Shoko Research. L’utile netto combinato delle società quotate nella Borsa di Tokyo è sceso del 43,6% rispetto all’anno precedente, secondo quanto rivelato dalla SMBC Nikko Securities Inc. 

Il pensionamento anticipato ha finora riguardato ben 72 società quotate per un totale di circa 14.000 dipendenti interessati, contro gli 11.350 dell’intero anno precedente Tra i 14.000 tagli di posti di lavoro ricercati attraverso il pensionamento anticipato, Hitachi Metals Ltd, produttore di macchine, infrastrutture e componenti elettroniche, ha fissato l’obiettivo più ambizioso di riduzione del lavoro di 1.030 unità, seguito dal colosso del real estate Leopalace21 Corp con 1.000 e Coca-Cola Bottlers Japan Holdings Inc con 900.

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9 Novembre 2020
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