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C’è chi sceglie di non fermarsi: “No alle ragazze sul divano”, a Imola si gioca ancora a pallavolo

La società 'Diffusione Sport' continua con gli allenamenti: "Abbiamo deciso di non essere dalla parte di chi vuole fermare tutto"
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BOLOGNA – A Imola c’è una ‘scuola’ che non va in Dad. È quella che da 15 anni insegna pallavolo ad una cinquantina di ragazze suddivise in cinque gruppi: le under 13, due gruppi di under 15, una per le under 17 e infine una per le ‘grandi’, le under 19. Loro non si sono fermate: continuano ad esercitarsi in palleggi ricezioni e schiacciate. Eppure, dopo il nuovo decreto anti-Covid, la Federazione italiana pallavolo (Fipav) ha posticipato (tranne la serie A) il riavvio dei campionati a gennaio 2021. Neanche gli allenamenti sono ammessi: sono autorizzati solo quelli delle squadre impegnate in campionati di livello nazionale. Nonostante queste ‘regole’, a Imola sono riusciti a non fermarsi. “La scuola di pallavolo ‘Diffusione sport Imola’ ha deciso di continuare ad allenarsi”, fa sapere infatti la stessa società. Come fanno? Intanto, perché il Comune di Imola ha deciso di tenere aperti gli impianti (anche quelli scolastici) a disposizione delle società sportive che avessero i requisiti per continuare ad allenarsi. E siccome le categorie in cui giocano le ragazze sono riconosciute come nazionali, allora possono tornare in palestra. ‘Diffusione sport’ sfrutta questa concessione e rivendica l’importanza della scelta anche rispetto a chi ha fatto capire di non essere d’accordo. “Abbiamo ascoltato critiche che ci venivano da altre realtà sportive, autorità, dalle stesse famiglie” e “comprendiamo la loro posizione” assicurando che, se si constatasse “l’impossibilità di mantenere gli ambienti sicuri o dell’aumento della probabilità di contagio, ci fermeremo senza che ci sia bisogno di un decreto o di una decisione della nostra federazione”. Ma il punto è che si è scelto così “solo ed esclusivamente per offrire alle nostre ragazze un’alternativa al divano, al centro commerciale, al parco”. Inoltre, precisa ancora la società di pallavolo, “non abbiamo quote da incassare. Da 15 anni ‘Diffusione sport’ permette a tutte le nostre tesserate di praticare sport gratuitamente. Da noi non si paga nessuna retta mensile, semestrale, annuale”. Una volta deciso di continuare con gli allenamenti, “dall’inizio di settembre abbiamo seguito e continuiamo a seguire protocolli molto rigidi, quello dell’Ausl cittadina e quello della Federazione”, racconta alla ‘Dire’, Pasquale De Simone, covid manager di Diffusione sport. Ed evidenzia peraltro che, per molte famiglie imolesi, continuare gli allenamenti si è rivelata una decisione azzeccata, poiché “crediamo che i momenti di socializzazione, di svago e anche di mantenimento della forma fisica siano in questa circostanza importanti per le nostre ragazze, soprattutto se fatti in ambienti tenuti sotto controllo e sanificati con attenzione”.

Ma a livello pratico, in un momento così delicato per la ripresa dei contagi, le giovani atlete come si devono comportare in palestra? “Anzitutto, per ogni allenamento (sono tre a settimana per ciascun gruppo, ndr), provvediamo alla sanificazione delle attrezzature e del piano gioco, così come anche degli spogliatoi- continua De Simone- l’unico momento in cui le ragazze possono togliersi la mascherina è quando giocano, mentre l’allenatore deve portarla sempre. Inoltre, sono stati dislocati gel disinfettanti in punti strategici delle strutture e per ogni categoria sono previsti due ‘covid-manager’. È una figura prevista a livello federativo con il compito di vigilare “che ogni fase dell’allenamento sia monitorata e seguita a dovere”. Avanti, dunque: “Abbiamo deciso di non essere dalla parte di chi vuole fermare tutto e crediamo invece che in questo momento la società sportiva debba continuare in presenza il suo ruolo educativo nei confronti dei giovani“, rivendica ‘Diffusione sport’.

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