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Kamala Harris. Perché tanta felicità di una donna che è una numero 2

C'è forse da frenare un po' i festeggiamenti per l'elezione di una vicaria
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ROMA – Rimbalza urbi et orbi il suono della vittoria, anzi del riscatto e della rivincita sui media. Tante, così pare, le vittorie in una sola. Kamala Harris, la nuova vice Presidente degli Stati Uniti d’America, è infatti “mulatta”, come titola con spregio, utilizzando un vocabolo gergale, il quotidiano ‘Libero’. È la prima donna vice, prima donna di colore e prima donna asiatica, figlia di immigrati. Tanti primati tra cui il più osannato è quello di essere la numero 2 del neo eletto presidente Biden, uomo non di primo pelo, bianchissimo …ma soprattutto uomo.

Perché essere felici di trionfare ancora una volta come vicarie di un maschio è un enigma. Perché vederci il riscatto di una generazione ‘colored’ , vessata nell’America delle libertà, sembra essere un po’ un’ingenuità che speriamo possa essere smentita dal nuovo corso. Se siamo con i Black Lives Matter oggi, dopo un mandato Trump ma quasi 10 anni di Obama che forse di appeal popolare ne aveva ben più di Biden, c’è da calmierare un po’ i festeggiamenti. Siamo invece pronte per quando Kamala sarà Presidente, allora si che apriremo le danze.

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