VIDEO | Clima, Boccia: “In piazza tutti amici di Greta, sulla plastic tax meno”

E sull'Ilva il ministro per gli Affari regionali dice: "Se quattro anni fa parlavi di decarbonizzazione venivi maltrattato"
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FARA SABINA (RI) – “Quando si parla di dimensione ecologica bisogna parlare anche di dimensione economica. Se si dice la verità sulla dimensione ecologica poi bisogna fare i conti anche con quella economica. I silenzi colpevoli di questi anni”, tra il 2015 e l’arrivo di Greta, “sono stati condizionati proprio da questa dimensione economica. In piazza sono tutti amici di Greta poi quando la discussione si sposta sulla Plastic tax quegli amici di Greta scompaiono”. Lo dice il ministro per gli Affari regionali e autonomie, Francesco Boccia, intervenendo a ‘FARE’, un convegno in corso a Fara Sabina che ruota attorno a quattro parole chiave: Femminista, Ambientalista, Radicale, Europeista.

“VISITA CONTE CORAGGIOSA, ALTRI FURONO SCORTATI”

“Ho apprezzato ieri- aggiunge Boccia- la visita di Conte a Taranto. Altri nei mesi passati, facendo la stessa cosa, sono stati scortati in prefettura dalle forze dell’ordine, coi manifestanti ad un km di distanza. Conte ha avuto coraggio, lo sostengo come uomo e come compagno di partito”.

L’intenzione a Taranto era di “costruire un polo italiano dell’acciaio. Quando fu fatta la gara c’erano due cordate, Mittal e una italiana. E su questo faccio sempre finta di non sentire Calenda”.

“Nella cordata italiana- ricorda Boccia- c’era Cdp, Del Vecchio di Luxottica e Arvedi che indicavano un processo di decarbonizzazione. Poi è apparso Mittal, accompagnato da Marcegaglia che poi è evaporata. Fanno la proposta e vincono mentre di là c’era una propsettiva industriale italiana e un percorso di decarbonizzazione. Nessuno si è mai più scusato con Del Vecchio”.

“MALTRATTATO SE 4 ANNI FA PARLAVI DI DECARBONIZZAZIONE”

“Tanta gente- aggiunge Boccia- fino a poco tempo fa faceva finta che l’Ilva non esistesse ma se vivi a Taranto non puoi far finta che non esista. Fino a 3-4 anni fa chi nel mio partito auspicava un processo di decarbonizzazione era confinato e maltrattato. Poi questi si sono iniziati a vergognare”.

“Negli ultimi due anni è cambiata la sensibilità e una parte della politica ha iniziato ad aver coraggio nel parlare di decarbonizzazione”, conclude.

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