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VIDEO | ‘Blu’, per Ortel un nuovo singolo che “è tutta un’altra storia”

Il singolo della svolta dopo i successi certificati da Spotify

Pubblicato:09-10-2023 14:52
Ultimo aggiornamento:09-10-2023 14:52
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NAPOLI – “Ortel è una sfumatura del mio carattere forse quella più esuberante, sotto tutti i punti di vista. Quella sfumatura che esaspera ogni tipo di emozione. La felicità come la tristezza è tutto amplificato”. Così Oreste De Divitiis, 22enne cantautore napoletano, presenta alla Dire il suo “altro io”, quello che i social, prima, e le piattaforme di streaming musicali, poi, hanno imparato a conoscere, ascoltare e apprezzare. Dopo un inizio di carriera fatta di tanti video, su Instagram e TikTok, tra pezzi originali e qualche cover, la consacrazione dei numeri, quelli che contano davvero per tutti i musicisti. Spotify, infatti, gli ha tributato la targa per un milione di ascolti totali: “Quel bellissimo difetto” 140mila stream; “Nostalgia” targa 500mila stream; “È colpa mia” oltre 100.000 stream. Oggi è il momento di “Blu”, il suo nuovo singolo.

“Blu”, confessa Ortel, “è un salto di qualità”. “Vedo tutti i brani che ho fatto prima e – le sue parole – ora vedo da qui in poi. C’è una grande differenza a livello tecnico e di produzione grazie anche alla presenza di un produttore che è il numero uno e che risponde al nome di C4lesse (Alessio Ammiratore, ndr). Produce per molti artisti e io ho la fortuna di lavorare con lui. Da ‘Blu’ in poi è tutta un’altra storia e quindi per i prossimi singoli mi aspetto tanto da me stesso. Dovrò impegnarmi e dedicarmi molto perché i nuovi brani saranno qualcosa di importante”.

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L’ascolto di Ortel è un immergersi in storie semplici ma mai banali, quelle storie nelle quali è facile riconoscersi perché raccontano la quotidianità dei ragazzi fatta di amori belli e di primi amori struggenti, di amicizie, della voglia di stare insieme, del perdersi e del ritrovarsi. Il video di “Blu” è la migliore rappresentazione del mondo cantato da Ortel. “È la descrizione – spiega il cantautore – più realistica possibile di quella che è stata la mia estate. Raffigura una vera e propria pausa sia in termini di vacanze estive che in termini di una pausa da una relazione, precisamente quella che io e la mia ragazza abbiamo deciso di prenderci prima di stare insieme. Nel video non mi sono prefissato niente di bello da far vedere, faccio vedere quello che hanno visto i miei occhi. Ho voluto, quindi, raccontare che anche un’estate semplice può essere un’estate bella. Dico che è brutto perché ho voluto metterci i sottotitoli gialli, quelli tipici dei video indie, che sono orrendi, ma li ho messi perché ci stavano benissimo”.


I protagonisti che animano le storie di Ortel sono i ragazzi che vivono le città, ne prendono possesso le animano, sono “gli adolescenti che comunicano le proprie emozioni. Il modo migliore che utilizzo per raccontare le mie esperienze è questo, è attraverso la musica. Forse a parole non sarei altrettanto esaustivo e sono contento che le persone lo apprezzino”. Oreste/Ortel è l’espressione di una Napoli lontana dagli stereotipi, quella che non trova spazio né nella musica, né nelle fiction. È la Napoli dei Giovanbattista Cutolo, dei tanti “Giogiò” che si impegnano quotidianamente, che provano a far emergere l’altra faccia della città all’ombra del Vesuvio. “Napoli è una città incredibile, è ricca di arte. In ogni angolo della città – confessa il cantautore – vedo musica, pittura, arte. Essere un ragazzo perbene sembra essere diventato difficile in questa città. L’esempio di Giogiò è lampante. Sono addolorato per quello che è capitato. È una cosa che non dovrebbe succedere a nessuna latitudine del mondo ma quando capita qui fa ancora più male perché qui vedi e vivi una città così aperta, così ricca di arte ma che poi cade in questi episodi mentre c’è una sfera della città che brilla di luce propria, Giovanbattista ne è l’esempio lampante. Faceva musica, un mio coetaneo, uno stretto collegamento che mi riempie di tristezza. Ma come si è visto la parte buona di Napoli si rimbocca le maniche, si rimette in moto e vincerà sempre”.

Ortel scrive le musiche e i testi delle sue canzoni, fatta eccezione per “11 agosto” dove ha deciso di affiancarsi a Roberto Piccoli, sentendosi “comodo” in entrambe le fasi creative anche se, ammette, “quella di composizione è quella che mi piace di più perché è quella più intima dove mi trovo maggiormente a contatto con me stesso. Ma, è nella fase di esecuzione che avviene la magia. Tutta la musica è bella – conclude -, ho una vera e propria fissa per un’artista distante da me, Post Malone, ma la mia vera confort zone resta quella del cantautorato un po’ malinconico e pop, in una parola classico”.

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