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Disastro del Vajont, 60 anni fa la tragedia annunciata

Il 9 ottobre del 1963, una frana precipita dal monte Toc uccidendo in 4 minuti 1910 persone

Pubblicato:09-10-2023 10:25
Ultimo aggiornamento:09-10-2023 11:43
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disastro del vajont
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ROMA – È il 9 ottobre 1963 e, come ogni mercoledì sera, gli italiani si riuniscono davanti la televisione per la partita di Coppa dei Campioni, la vecchia Champions League. Ma qualcosa di drammatico avrebbe di lì a poco segnato per sempre l’Italia.

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IL DISASTRO DEL VAJONT

Alle ore 22.39 una frana di oltre 270 milioni di metri cubi di rocce e terra precipita dal monte Toc nel bacino della diga del Vajont. Il muro di cemento regge il peso massiccio dei detriti, ma non argina le tre gigantesche onde generatesi dall’impatto.


Un’onda risalì le pendici e si riversò su Casso, un’altra raggiunse le sponde del lago devastando i centri abitati del comune di Erto e Casso. La terza onda riuscì a scavalcare la diga. Circa 25 milioni di metri cubi di acqua si riversarono nella valle, spazzando via quasi completamente la città di Longarone e altre comunità limitrofe. Si stima che in 4 minuti morirono 1910 persone.

La colpa umana è stata la miccia del disastro. Evitabile. Una ‘tragedia annunciata’. Su questo oggi sono tutti d’accordo. Si parla di interessi economici e politici, di controlli geologici superficiali, di competenze architettoniche inadeguate. Del disastro del Vajont resta in piedi solo la diga, che rimane immobile al suo posto, simbolo delle colpe dell’uomo.

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