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Democrazia 3.0 contro la dittatura digitale

Un nuovo modello per la rete e i social media, fare politica e finanza
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Di Simone Stellato e Giovanni Perrone

ROMA – Alle 17.30 dello scorso 4 ottobre il panico: Facebook, Instagram e Whatsapp sono saltati in tutto il mondo. Scusa ufficiale un problema ai server, in coincidenza con la deposizione al Senato americano della ex manager di Facebook che ha parlato di fatti gravi e omissioni da parte dei dirigenti del social media, che avrebbero nascosto o fatto sparire documenti ‘scomodi’, e chissà se hanno approfittato anche del blackout per continuare a nascondere.

Le applicazioni sono ripartite dopo sette ore, e secondo Bloomberg il blocco ha causato una perdita economica a livello mondiale di circa 160 milioni di dollari per ogni ora di interruzione. Questi stop possono sembrare un problema difficile da risolvere, ma esiste già una nuova soluzione e si chiama Blockchain, tecnologia rivoluzionaria e dirompente che ha introdotto il concetto di decentralizzazione.

A sinistra un sistema centralizzato, al centro uno decentralizzato e destra un vero e proprio network universalmente distribuito.

Al centro dell’attenzione mondiale, sui nuovi e rivoluzionari utilizzi della rete, si parla molto delle criptovalute e delle innovazioni che arriveranno. Tra le promesse, quella di ripensare il modo in cui intendiamo attualmente la gestione della finanza.

Per ogni tipo di operazione che eseguiamo abbiamo bisogno di un intermediario, una banca, un broker un ente a cui necessariamente rivolgerci. Per esempio, quando si chiede un prestito ‘tradizionale’ l’intermediario da un lato avrà bisogno di liquidità garantita, dall’altra chiederà necessariamente delle garanzie a chi vuole il prestito. Al termine della procedura, se tutto andrà bene, l’utente potrà ottenere quanto chiesto.

E se tutte queste operazioni si potessero fare senza intermediari? Oggi è possibile grazie alla finanza decentralizzata, chiamata DeFi (Decentralized Finance). Grazie alla tecnologia Blockchain, su cui si basano, sono già molte le criptovalute che promettono questa rivoluzione. Soprattutto dopo l’avvento di Ethereum, sul mercato dal 2015 e ormai da tempo al secondo posto delle monete più capitalizzate del settore, possiamo parlare di DeFi.

Ci sono già molti protocolli che permettono prestiti o investimenti garantiti in maniera decentralizzata, eseguiti automaticamente e senza un singolo intermediario. Riducendo i costi della finanza tradizionale e
aumentando la sicurezza
, riponendo fiducia nella maggioranza che gestisce il network piuttosto che nel
singolo individuo, la decentralizzazione può migliorare il settore finanziario.

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Valore oggi a disposizione della finanza decentralizzata: 92,8 miliardi, raggiunto in soli quattro anni.

Un’altra applicazione rivoluzionaria collegata alla decentralizzazione riguarda il concetto di governance, le modalità con le quali gli individui prendono decisioni all’interno di un sistema. Nel mondo tradizionale, il peso delle scelte all’interno di una qualsiasi organizzazione – che sia un partito politico, un’azienda o un social media – non è lo stesso per tutti i partecipanti. Nel caso di un social network il potere decisionale è concentrato sempre nelle mani di qualcun altro e non è distribuito tra gli utenti della community.

Oggi però in molti ambienti legati alle criptovalute l’individuo, attraverso la partecipazione diretta, può votare, prendere decisioni e fare proposte, allo stesso livello del leader del progetto. Grazie alla Blockchain possiamo parlare di Democrazia 3.0. E chissà che non sia questa la soluzione per riportare il singolo cittadino-utente al centro del potere decisionale, sia politico, economico e anche a livello associativo. Contro qualsiasi rischio di dittatura digitale.

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