Elezioni comunali, tutti a fare i conti… senza l’oste covid

L'editoriale di Nico Perrone per DireOggi
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ROMA – Torino, Milano, Roma, Napoli. Sono le grandi città che la prossima primavera saranno chiamate al voto per eleggere il nuovo sindaco. Mancano ancora molti mesi ma non per le forze politiche, che partendo da situazioni già complicate politicamente devono mettere in campo coalizioni unite e, soprattutto, trovare il nome giusto che dovrà muoversi subito e mettersi al lavoro per farsi conoscere e apprezzare da tutti. Roma la partita più difficile, dal punto di vista politico la più complicata per tutti. Al momento in campo c’è solo la sindaca uscente, Virginia Raggi, che spiazzando anche il M5S, il suo partito, si è ricandidata da sola. Per la verità tutti stanno facendo i conti senza l’oste… che in questo momento indossa i panni del virus covid. Con tutti gli scongiuri del caso, toccando tutto il ferro possibile, è chiaro che se i contagi continueranno ad aumentare al ritmo che stiamo vedendo diventerà difficile metter su qualsiasi tipo di campagna elettorale o elezione. Toccherà al Governo, in quel caso, rinviarle a una data più sicura.
Ma torniamo a Roma, ‘patata bollente’ per tutti i partiti. Il centrodestra ha già deciso che toccherà a Fratelli d’Italia indicare il nome del sindaco, mentre la Lega penserà a Milano. E Forza Italia? Non pervenuta. Il leghista Matteo Salvini, dopo il deludente risultato delle ultime regionali e comunali, sta spingendo a guardare oltre i recinti dei partiti, pescando tra imprenditori, professionisti ecc. In queste ore, per il Campidoglio, sta girando il nome di Massimo Giletti, per la verità già candidato sindaco anche in altre città italiane. Lui, da bravo esperto di comunicazione, non ha confermato né smentito lasciando aperta una possibilità. Ma è nel centrosinistra che la partita sarà difficile, perché il Pd, primo partito in città, anche dopo gli appelli del segretario Zingaretti, non ha trovato il nome giusto per tutta la coalizione. È iniziato un percorso, la prossima settimana tutti i rappresenti del centrosinistra, compresa Azione di Carlo Calenda che finora ha giocato da solo, si troveranno allo stesso tavolo per confrontarsi. Alla fine dovrebbero essere le primarie a decidere, ma Calenda ha già detto no. Ma anche per svolgere le primarie pesa il rischio covid, con l’epidemia al galoppo non si potranno fare. In quel caso sarà la coalizione ad esprimersi e scegliere il candidato. “Per questo- dice una fonte Dem- vista la nostra difficoltà a trovare il nostro di peso, sarebbe meglio per Calenda partecipare al confronto, perché dopo come potrebbe la coalizione sceglierlo se lui se ne sta fuori e ci attacca pure?”. In quel caso il rischio è di rompere l’elettorato di centrosinistra in due e mandare al ballottagio con ‘Giletti’ l’uscente Virginia Raggi. E sarebbe il panico.

LEGGI DIREOGGI | EDIZIONE DEL 9 OTTOBRE 2020

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9 Ottobre 2020
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