Luca Palamara espulso dalla magistratura: “Ho pagato io per tutti”

Il Collegio disciplinare del Csm ha accolto le tesi accusatorie della Procura generale di Cassazione e ha deciso che l'ex presidente dell'Anm va rimosso dall'ordine giudiziario
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ROMA – Luca Palamara espulso dalla magistratura. Dopo circa 2 ore e mezzo di Camera di Consiglio, il Collegio disciplinare del Csm ha accolto le tesi accusatorie della Procura generale di Cassazione e ha deciso che l’ex presidente dell’Anm va rimosso dall’ordine giudiziario. Lo ha comunicato il presidente del Collegio giudicante Fulvio Gigliotti. 

PALAMARA: “SISTEMA CHE NON FUNZIONA, HO PAGATO IO PER TUTTI”

“Sono consapevole di aver pagato io per tutti, per un sistema che non funzionava, che nei fatti si è dimostrato obsoleto e superato”. Lo dice Luca Palamara durante la conferenza stampa presso la sede del partito radicale. “Il sistema delle correnti in Italia– aggiunge- domina il sistema della magistratura da oltre 40 anni. Non è che mi sono svegliato un giorno e l’ho inventato io”. Poi ribadisce a proposito del caso Procure: “Non ho mai barattato la mia funzione per fare un favore a un politico di turno“.

“Sono stato espulso dalla magistratura con una decisione rispetto alla quale con i mie legali ricorreremo tanto davanti alle sezioni unite” della Cassazione “tanto davanti alla Corte europea dei diritti dell’uomo” a Strasburgo, dice Luca Palamara.

23 ANNI DI CARRIERA MESSI IN DISCUSSIONE PER UNA CENA

“Ventitre anni di carriera, ispirati ai principi dell’indipendenza della magistratura, sono stati messi in discussione per una cena a cui ha partecipato un parlamentare”, aggiunge Palamara parlando della sua espulsione dalla magistratura. “Io ribadisco– aggiunge- di non avere mai fatto accordi con una parlamentare perchè un ipotetico procuratore potesse accomodare qualche processo“.

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L’incolpazione per Palamara e’ di aver tenuto comportamenti gravemente scorretti nei confronti dei colleghi candidati per il posto di procuratore di Roma e di una strategia di discredito, in particolare, nei confronti del procuratore aggiunto di Roma Paolo Ielo. A Palamara viene imputato un “uso strumentale della propria qualità e posizione” diretto “a condizionare” le nomine ai vertici di vari Uffici giudiziari. Il procedimento disciplinare, aperto lo scorso luglio in seguito a quanto emerso con l’inchiesta di Perugia sullo scandalo Procure, è così concluso con la sentenza di espulsione dall’ordine delle Toghe. Al centro dell’accusa la vicenda della riunione notturna all’hotel Champagne di Roma del 9 maggio del 2019 a cui presero parte anche i parlamentari Luca Lotti e Cosimo Ferri.

Finita la Camera di Consiglio della sezione disciplinare del Csm, il presidente Fulvio Gigliotti ha detto: “La sezione disciplinare dichiara Luca Palamara responsabile di tutti gli illeciti” a lui ascritti e dispone ” la rimozione”dall’ordine giudiziario”, la sanzione massima.

L’AVVOCATO DI PALAMARA: “MASSIMO RISPETTO, SENTENZA NON POLITICA”

“Massimo rispetto per la decisione”. Lo dice il legale di Luca Palamara Stefano Giaime Guizzi lasciando il Csm dopo la sentenza del Consiglio disciplinare che lo ha espulso dalla magistratura. È stata una sentenza politica? “Assolutamente no”, risponde il difensore.

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9 Ottobre 2020
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