“I fratellini di Cuneo obbligati a vedere il padre a processo per abusi”

Lo fa sapere l'avvocato della mamma e dei minori, Domenico Morace. I fratellini sono stati divisi e trasferiti in casa famiglia. La madre è accusata da Ctu di derivati di alienazione parentale
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ROMA – “Il giorno 19 ottobre comincerà il processo penale, udienza preliminare, al padre dei 4 fratellini di Cuneo per maltrattamenti e violenza sessuale. I servizi sociali vogliono obbligare i ragazzi ad incontrarlo prima del processo“. Lo fa sapere all’agenzia di stampa Dire l’avvocato della mamma e dei minori, Domenico Morace. 

I fratellini, dal 10 luglio, sono stati divisi e trasferiti in casa famiglia. La più piccola di 6 anni e’ in una famiglia affidataria. La madre, accusata da Ctu di derivati di alienazione parentale, ha intatta l’autorita’ genitoriale

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“La mamma- ha detto il legale- ha incontrato fisicamente e separatamente i tre figli più grandi solo due volte, la prima 15 giorni fa e la seconda ieri. Ai fratelli è impedito di incontrarsi tra di loro. Durante i colloqui con la bambina più piccola, che finalmente ha potuto vedere la madre- ha aggiunto l’avvocato- è stata sentita chiamare gli affidatari mamma e papà”. La mamma di Cuneo raggiunta dalla Dire ha dichiarato: “Io non potevo vedere i miei figli perchè sono stata considerata alienante, invece i ragazzi da giovedi dovrebbero essere obbligati ad incontrare il padre che accusano. Finora si sono rifiutati di sentirlo al telefono. Inoltre- ha aggiunto- I fratelli e gli educatori delle comunità hanno potuto sentire come la piccola Maria (ndr, nome di fantasia) chiamasse i due della famiglia affidataria”. Ha detto l’avvocato Morace che “nei giorni scorsi l’uomo è riuscito a parlare in videochiamata con la più piccola di sei anni”.

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La mamma di Cuneo attraverso le lettere inviate dai figli ha descritto alla Dire la loro sofferenza: quella di essere divisi e lontani da lei. “I bambini secondo i servizi e il Tribunale per i minorenni– ha sottolineato ancora la mamma- non posso incontrarsi perché potrebbero influenzarsi a vicenda, poi però si pretende di far incontrare i bambini con il padre che potrebbe influenzarli o spaventarli. Il problema nasce solo verso la piccola visto che i tre più grandi hanno rifiutato l’incontro”. Giacomo (ndr, nome di fantasia), il piccolo di 11 anni descrive la sua agitazione e sconforto in una delle tante lettere: “Sono molto triste perchè sono lontano da mia mamma. Non riesco a mangiare e sono preoccupato perchè sono stati attivati gli incontri con mio padre. Vi prego aiutatemi“.

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9 Ottobre 2020
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