Coronavirus, Boccia: “Non si può escludere la chiusura delle regioni”

La priorità è salvaguardare "il lavoro e la salute", spiega il ministro degli Affari Regionali, "la situazione monitorata giorno per giorno"
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

ROMA – “Le limitazioni di spostamento tra le regioni non possono essere escluse, non si può escludere nulla in questo momento. Dobbiamo difendere il lavoro e la salute a tutti i costi. La mobilità tra le regioni deve essere salvaguardata, ma la situazione dovrà essere monitorata giorno per giorno. Appena c’è una spia che si accende bisogna intervenire”. Così il ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia su Radio Capital.

“La risalita dei contagi era prevedibile” dice Boccia, “le terapie intensive sono state rafforzate. Questi sono numeri diversi rispetto a quelli di aprile, anche se il virus c’è e bisogna conviverci. Come governo non fissiamo nessuna asticella”.

LEGGI ANCHE: Coronavirus, Gimbe: “La curva si impenna, aumento costante di terapie intensive”

E sui test rapidi: “Non è accettabile aspettare ore e ore per fare un tampone. Bisogna potenziare i servizi sanitari, stiamo lavorando sui test rapidi perché si possano fare ovunque”, conclude il ministro.

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

Leggi anche:

9 Ottobre 2020
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»