Coronavirus, Ricciardi: “Seconda ondata più pericolosa, in Campania e Lazio ospedali quasi pieni”

"Non voglio colpevolizzare le Regioni ma bisogna lavorare tutti insieme" dichiara Walter Ricciardi, membro del comitato esecutivo dell'Oms e consulente del ministro della Salute
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – “È stato sottovalutato il fatto storico che tutte le pandemie hanno una seconda ondata più pericolosa della prima”. Lo dice Walter Ricciardi, membro del comitato esecutivo dell’Oms e consulente del ministro della Salute, in un’intervista a Skytg24. “Non voglio colpevolizzare le Regioni, so che alcuni presidenti si sono risentiti per le mie dichiarazioni – premette Ricciardi – ma voglio sottolineare che di fronte a una pandemia da virus respiratorio bisogna lavorare tutti insieme e basare le decisioni sull’evidenza scientifica. Nel momento in cui si ignora il messaggio che bisogna approfittare dei mesi estivi per prepararsi, allora si sbaglia”, ha aggiunto ancora l’esperto.

RICCIARDI: “IN CAMPANIA E LAZIO OSPEDALI COVID QUASI PIENI”

“Non possiamo pensare che il virus non giri, – aggiunge Ricciardi – questo è un virus insidiosissimo che sta di nuovo riempiendo gli ospedali. Non siamo al collasso no, ma siamo in una situazione di grandissima pressione”. 

“Gli ospedali Covid in Campania e Lazio – aggiunge Ricciardi – sono quasi pieni e mi preoccupano molto non tanto le terapie intensive, di cui si parla, ma le terapie subintensive perché ci sono i pazienti infettivi che devono essere curati in un certo modo e i posti si stanno saturando già adesso. Figuriamoci quando arriverà l’influenza cosa succederà”, ha detto. 

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»